matrimonio

Il matrimonio ai nostri tempi

Il matrimonio rappresenta la nascita di una nuova entità ben definita e regolamentata per la coppia che decide di unirsi attraverso esso.

Il matrimonio a causa di molteplici aspetti, molti dei quali simbolici,  è un evento particolarmente complesso.  Mi sono ritrovata a riflettere sul matrimonio, sul suo significato oggi e su quali basi si fondi grazie ad una coppia che ha chiesto il mio aiuto come psicoterapeuta. Una frase ricorrente che entrambi ripetevano spesso era “non era cosi che immaginavo il nostro matrimonio“.  Nel corso delle sedute ho avuto modo di indagare meglio su questa affermazione importante che entrambi facevano con delusione e rivendicazione. Sembrava che si fossero vicendevolmente ingannati. Questo mi ha portato ad esplorare le loro fantasie rispetto al matrimonio e su quale patto implicito l’abbiano fondato.

Da ieri ad oggi

Nel corso del tempo la concezione del matrimonio ha subito un radicale cambiamento. Dall’essere un alleanza tra famiglie  si è passati ad una questione di auto-realizzazione personale. Al centro dell’attenzione si pongono ora la coppia e la sua relazione. La fedeltà è dovuta prevalentemente al coniuge ed è fortemente condizionata dal fatto che permanga l’attrattiva sessuale, la comunanza di interessi e il coinvolgimento affettivo. (Scabini e Cigoli “Il Famigliare“) Il matrimonio oggi è diventato un patto fiduciario tra due persone che si scelgono privatamente. Questo comporta, tra le altre cose,  che la relazione venga investita da aspettative molto alte e che venga fortemente idealizzato. Proprio per questi motivi la relazione coniugale risulta facilmente soggetta a delusione e quindi a rottura. Sono tanti i compiti e le responsabilità che le persone che scelgono di unirsi in matrimonio devono assumere.

Identità di coppia

Sicuramente condizione fondante di questo legame è  la costruzione di una nuova identità, quella della coppia, che trascende  l’individualità.

Cigoli e Scabini all’interno di un libro molto bello ed interessante “Il Famigliare” affermano: “Per far si che si crei una identità di coppia è necessario che ciascuno dei due coniugi sappia prendersi cura dell’unicità e della peculiarità dell’altro. La coppia è chiamata ad una negoziazione continua in base alle sfida che la vita mette in atto continuamente e alle varie fasi del ciclo di vita della famiglia“.

E’ molto importante, proprio per le aspettative molto alte con cui ci si unisce in matrimonio che la coppia sia in grado di affrontare il “disincantamento” (cigoli-scabini) e attui il passaggio dall’innamoramento all’amore.

Figli adulti

Una parte estremamente importante dei compiti dei coniugi riguarda la posizione di figli all’interno delle proprie famiglie d’origine. Questa posizione merita una revisione per far posto cosi ad uno spazio che sia dedicato interamente alla famiglia che si è creata attraverso il matrimonio. I coniugi si assumono il compito implicito di cominciare e di portare avanti un ” processo di regolazione delle distanza” con le famiglie d’origine, ridefinendo le relazioni con esse. I confini vanno tracciati e nuove negoziazioni vengono aperte per far si che il nuovo nucleo familiare possa definirsi ed individuarsi.

Compito permanente

Uno dei compiti che non può smettere mai di essere portato avanti è quello di rilanciare l’unione di coppia durante i passaggi-chiave della vita. La coniugalità è soggetta a molte trasformazioni ed è necessario che la coppia si assuma la responsabilità di mutare insieme. Questo è utile per realizzare obiettivi che la coppia è chiamata a raggiungere a seconda delle fasi di vita che sta attraversando.

Froma Walsh nel suo “Coppie sane e coppie disfunzionali” dice una cosa secondo me importantissima: “le persone hanno bisogno di tre matrimoni: in giovinezza un amore romantico e passionale; per allevare i figli un rapporto di responsabilità condivise: più tardi nella vita un rapporto con un compagno con forti capacità affettive e di accudimento reciproco. Piuttosto che di nuovi partner le persone hanno bisogno di cambiare il contratto relazionale a seconda delle diverse fasi del ciclo di vita.”


Autore dell'articolo: Dottoressa Giulia di Rienzo

Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale, iscritta all’ordine degli Psicologi del Lazio in data 02/04/2007 N° 14756 e degli Psicoterapeuti dal 2013. Libera Professionista, riceve in zona Re di Roma e Baldo degli Ubaldi (metro A) Psicoterapeuta dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia nel Servizio di consulenza clinica per i lutti e le perdite familiari, e nel Servizio rivolto alle coppie che si affidano al percorso di Procreazione Medicalmente Assistita. Tutor e Relatore all’interno della scuola di specializzazione. Psicoterapeuta della Fondazione Silvano Andolfi, nel servizio clinico rivolto agli immigrati.

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