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L’ immagine di sé, ieri e oggi e i disturbi del comportamento alimentare

Con passare del tempo l’immagine di sè, percepita da ogni essere umano, cambia. Vediamo quali sono le ragioni primarie per cui ciò avviene.

La bellezza non è un concetto astratto, ma qualcosa che può essere toccata e spiegata. L’idea di bellezza si è modificata con il passare del tempo, sia soggettivamente che oggettivamente. Se la si identifica con l’ immagine corporea, il ruolo della donna in particolare assume un carattere centrale. Infatti, storicamente, l’immagine femminile l’ha impersonata facendosi carico dei cambiamenti sociali e culturali delle varie epoche. E diventandone, in qualche modo, il termometro.

Ma al di là dal sesso, l’idea che ogni essere umano ha del proprio aspetto fisico dipende, prima di tutto, dal proprio sguardo. E’ ovvio che questo non sia del tutto obiettivo, ma condizionato dalla società in cui vive.

La bellezza nel mondo occidentale

immaginePer noi occidentali, la questione dell’immagine è molto complessa. Infatti, in tempi relativamente brevi i canoni di bellezza si sono modificati. E’ probabile che questo fenomeno abbia messo e continui a mettere a dura prova la costruzione personale dell’autostima ed il suo successivo mantenimento.

L’autostima è un aspetto importante della vita di ogni individuo. Essa può guidare le sue scelte. Lo fa sentire artefice della propria vita. A proprio agio nella comunità a cui appartiene.

Facendo un rapido excursus, si pensi alle curve delle donne del dopoguerra o ai bimbi ”cicciottelli” che divennero portavoce di un ritrovato benessere post-bellico. E ancora, all’ emancipazione della donna che diventa lavoratrice,  fino all’ideale di magrezza come sinonimo di eleganza e di successo.

Dunque è facile pensare a quanto possa essere difficile riuscire a trovare un equilibrio fra tutte queste idee. Esse, in qualche modo, ci appartengono tutte e fanno parte del substrato culturale e familiare di ognuno di noi.

La radice sociologica dei disturbi del comportamento alimentare (DCA)

immagineLa vera confusione nasce dalla necessità di mettere questi ideali in contatto con il proprio sentire più profondo. Quest’ultimo infatti, può rimane schiacciato da ciò che la società impone come modello dominante.

Questa confusione è una delle principali cause di una serie di disturbi del comportamento alimentare, definiti come DCA.  I principali furono classificati negli anni ‘80 nel DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) e sono più frequenti nelle donne.

Di contro, è giusto sottolineare che da diversi anni è stata superata l’idea che i maggiori DCA siano malattie dell’era moderna. Infatti, si osservarono casi di anoressia diversi secoli fa. Si trattava di giovani donne religiose, alcune delle quali divenute sante, che utilizzavano il digiuno come pratica di purificazione. Grazie a questo metodo credevano di avvicinarsi a Dio. Ma nella maggior parte dei casi morivano di stenti.

Questi approfondimenti storici hanno permesso di conoscere meglio le caratteristiche di queste malattie. E di fare una comparazione con il quadro sociale moderno nel quale esse attecchiscono, individuandone meglio le caratteristiche principali.

I principali disturbi del comportamento alimentare

immagineL’argomento richiederebbe una trattazione molto vasta. In generale, è possibile affermare che l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, determinano una difficoltà nel mantenere il proprio peso corporeo. Questa difficoltà sembra dipendere da una ”dispercezione” della propria immagine. Ossia la difficoltà di vedere la reale forma del proprio corpo e di distinguerne i reali contorni.

Si tratta di malattie importanti e molto difficili da trattare. La bulimia nervosa si manifesta essenzialmente con le ”abbuffate” senza controllo e col vomito auto-indotto. Spesso con l’assunzione di lassativi. Il consumo di grandi quantità di cibo è seguito, quasi sempre, da forti sensi di colpa.

L’anoressia nervosa, generalmente, ha conseguenze molto più gravi della bulimia. Questo perchè l’atteggiamento anoressico è, per lo più, un atteggiamento di iper-controllo sulla qualità e sulla quantità del cibo assunto. Questo causa una forte carenza di tutti i nutrienti principali, di vitamine e sali minerali. Col tempo questa carenza porta ad amenorrea (mancanza del ciclo mestruale)  e ad un deperimento complessivo. Nei casi più gravi è indispensabile intervenire con la nutrizione artificiale, sotto stretto controllo medico.

Accanto a queste malattie, esistono forme meno gravi di disturbi del comportamento alimentare. Ma anch’esse richiedono un trattamento. Una di queste è il ”binge eating disorder”, ossia il disturbo delle abbuffate compulsive. E l’obesità, tanto frequente anche tra i bambini e tra i giovani. Sebbene non si trovi tra i DCA nel manuale delle malattie mentali, l’obesità rappresenta il più visibile tra i disagi legati all’immagine corporea, nel nostro tempo.

L’approccio medico dei disturbi del comportamento alimentare

Le terapie messe a punto per i DCA, negli ultimi vent’anni, hanno sottolineano l’importanza delle equipe multidisciplinari. Si tratta di gruppi di lavoro in cui medici, psicoterapeuti e nutrizionisti o dietisti collaborano con una visione completa dell’individuo. E’ certo che la persona vada considerata nella sua interezza e nella sua unicità.

Risulta evidente, che accanto alla conoscenza di tali malattie è importante valutare con attenzione la persona. Le sue relazioni familiari che hanno un ruolo importante nella diagnosi, ma anche nella terapia. La storia del peso e le sue variazioni nel tempo. I suoi gusti alimentari. Le sue emozioni legate al cibo e al momento dei pasti. La descrizione della sua immagine corporea. Le possibili patologie correlate.

Quindi, possiamo dire, che attraverso un rapporto non equilibrato con il cibo, l’essere umano mandi un messaggio al mondo esterno. Egli esprime un disagio. L’aumento eccessivo di peso, fino a livelli di obesità grave. Il rifiuto del cibo e il controllo maniacale delle calorie dell’anoressia. O ancora, l’abbuffata e la fame insaziabile della bulimia. Sono gli aspetti estremi di uno stesso dolore. Di una stessa richiesta d’aiuto.

Maria Sutera

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Bibliografia

La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal medioevo a oggi – Rudolph M. Bell – Edizioni La Terza

Anoressia e Bulimia – Richard Gordon – Raffaello Cortina Editore

Ragazze anoressiche e bulimiche. La terapia familiare – M.Selvini Palazzoli, Cirillo, M.Selvini, A.M. Sorrentino – Raffaello Cortina Editore

I disturbi del comportamento alimentare, dall’anoressia al binge eating – Giuseppe Fatati

 

 

 


Autore dell'articolo: Dottoressa Maria Sutera

Dottoressa Maria Sutera
Sono una dietista e lavoro a Palermo. La mia professione abbraccia molti campi: prescrivo dietoterapie personalizzate per soggetti adulti o in età pediatrica, in sovrappeso o obesi e per pazienti con patologie come il diabete mellito 2, l'ipertensione arteriosa, le dislipidemie e disturbi del tratto digerente (gastrite, sindrome del colon irritabile). Mi occupo inoltre di DCA, disturbi del comportamento alimentare dove la dietoterapia diventa un alleato necessario della psicoterapia e a di 'educazione alimentare' per i bambini e per gli adolescenti, singolarmente o in gruppo. Ricevo per app.to Via Quintino Sella, 62 - Palermo Via Principe di Paternò, 35 - Palermo Tel. 331.4889004

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