la contro-dipendenza affettiva

La contro-dipendenza affettiva: la paura di avere legami

La contro-dipendenza affettiva è una tematica ancora poco conosciuta. Chi sono i contro-dipendenti affettivi? Perchè non riescono ad avere legami?

La contro-dipendenza affettiva è l’altra faccia della medaglia della dipendenza. Se il dipendente affettivo è alla continua ricerca di un legame, perché spinto dal bisogno dell’altro, senza il quale sente di non valere nulla e di non poter sopravvivere, il contro-dipendente mette in atto un evitamento obbligato e compulsivo delle relazioni intime. Egli è  guidato dal terrore di potersi scomporre e disgregare lasciando entrare una persona nella propria vita.

Le origini

La contro-dipendenza affettiva

La contro-dipendenza ha una storia familiare segnata dal vuoto e dal rifiuto da parte delle figure di accudimento. Questo ha generato nel contro-dipendente affettivo l’idea di un caregiver inaffidabile e assente. Di fatto, il contro-dipendente è stato un bambino rifiutato e non considerato nei suoi bisogni naturali, e ha dovuto fare a meno della presenza rassicurante del caregiver. Di conseguenza egli ha dovuto fare prematuramente tutto da sé. A causa di questa disconferma e di un non riconoscimento dei propri bisogni, questi bambini hanno imparato che doveva esserci qualcosa di sbagliato in loro: così hanno smettere di chiedere.

Vita relazionale e affettiva

In età adulta la contro-dipendenza si caratterizza per l’incapacità di provare emozioni. Infatti, il contro-dipendente risulta freddo e cinico, perché vive con disagio i propri bisogni di attenzione e di affetto. In sostanza non sente niente per se stesso e non è in grado di sperimentare empatia per gli altri. Il distacco emotivo nell’infanzia ha fatto sì che  egli maturasse un falso sé: un’identità fondata sulle richieste altrui, e lontana dai propri bisogni ed emozioni. Questo tipo di personalità è incapace di provare amore e di costruire legami profondi perché ha dovuto rinnegare il bambino dentro di sé. In altri termini, il contro-dipendente ha abbandonato la spontaneità e la vitalità dell’infanzia, che gli avrebbero consentito, da adulto, di aprirsi all’altro con fiducia.

Autonomia o dipendenza?

La contro-dipendenza affettiva si differenzia dalla dipendenza affettiva per la marcata autonomia manifestata da questi soggetti. Infatti, apparentemente il contro-dipendente affettivo appare autonomo e sfacciato. In realtà egli non avendo elaborato la propria problematica di dipendenza mostra un’autonomia fittizia. La contro-dipendenza affettiva nasconde, dunque, una problematica di dipendenza, che prende altre forme: dipendenza da sostanze, gioco d’azzardo o sesso compulsivo. Incapaci di creare legami significativi, essi cercano una gratificazione compulsiva alternativa, isolandosi nel legame perverso con l’oggetto tossico, sul quale sentono di esercitare un controllo illusorio.la contro-dipendenza affettiva

Le forme della contro-dipendenza: il narcisista

La contro-dipendenza affettiva possiede anche altre strategie per compensare il vuoto di sé e tenere a distanza i propri bisogni. Nella versione narcisistica, il contro-dipendente si lascia sedurre dalla propria immagine, mentre l’altro è utilizzato soltanto come specchio riflettente il suo ego. Pertanto, egli appare arrogante, presuntuoso e aggressivo. Spesso la vittima è una persona dipendente che ha bisogno di idealizzare il proprio partner. Se apparentemente egli è autonomo e orientato al successo, in realtà dipende totalmente dalla propria immagine ed ha bisogno di un pubblico di spettatori che possano confermarla.

La forma psicopatica

Un’altra forma di compensazione è quella psicopatica, in cui il traguardo ambito è il potere sull’altro. Lo psicopatico nega i sentimenti e i bisogni del sé, e si definisce per la sua sete di dominio e controllo. Questi ultimi vengono esercitati attraverso la prepotenza, la sopraffazione o un approccio seduttivo. Ma anche in questo modo manifesta la sua dipendenza, ovvero dal potere. Infatti egli ha sempre bisogno di qualcuno da sottomettere per confermare la sua immagine di forza.

La forma violentaLa contro-dipendenza affettiva

Infine, un’ultima forma è quella etero aggressiva. Il narcisista e lo psicopatico, se offesi nella propria immagine di onnipotenza da un partner che non riescono più a controllare, possono scegliere come estrema soluzione quella di distruggere l’altro. Ed è proprio in quest’ottica che vanno considerati quelle forme di persecuzione messe in atto dagli stalkers oppure gli omicidi compiuti per mano di ex amanti o coniugi. Negli ultimi anni questi fenomeni sono diventati così frequenti da richiedere misure legislative per contrastarle.

 

 

 

Per approfondire:


Autore dell'articolo: Psicologa Psicoterapeuta Cinzia Di Fiore

Psicologa Psicoterapeuta Cinzia Di Fiore
Psicologa e psicoterapeuta sistemico relazionale, iscritta all'ordine degli psicologi della Campania dal 05/04/2014 con numero 5878 con annotazione all'esercizio di psicoterapia dal 2018. Mi occupo di dipendenze, problemi di coppia, disturbi d'ansia e depressivi, disturbi alimentari e problematiche correlate allo stress, conduco gruppi di sostegno per il pre e il post partum. Ricevo a Roma presso lo studio di Psicologia&Osteopatia Nuove forme in via chiana 106 (Metro Sant'Agnese Annibaliano) e in zona Anagnina (metro Numidio quadrato) presso l'Accademia di scienze olistiche. Per info e appuntamenti : cell 3392128519, e-mail c.difiore87@gmail.com, facebook https://www.facebook.com/PsicologaPsicoterapeutaCinziaDF

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