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La personalità del giocatore d’azzardo

Chi è il giocatore d’azzardo? Cosa connota la sua personalità, cosa cerca e cosa desidera mentre cerca di vincere la sorte scommettendo contro di essa?

Oggi, riprendendo il mio precedente articolo introduttivo sul gioco d’azzardo, focalizzo la mia attenzione sulla personalità del giocatore nella sua accezione più problematica o patologica. Precedentemente il DSM-IV classificava il gioco d’azzardo patologico all’interno dei Disturbi del Controllo Degli Impulsi Non Classificati Altrove. Nel DSM-V è stata apportata una modifica importante. Il gioco d’azzardo patologico è stato spostato nel capitolo delle dipendenze. Questo spostamento del ‘Disturbo da gioco d’azzardo‘ (Gambling Disorder) è l’espressione di un cambiamento epistemologico che riguarda sia il GAP, sia le dipendenze nel loro complesso. La ricerca scientifica ha infatti rilevato che le analogie tra GAP e dipendenze chimiche vanno ben al di là della fenomenologia comportamentale.

Tipologie di giocatori

Secondo il dott.Guerreschi, nel suo libro”il gioco d’azzardo patologico” il giocatore può essere differenziato in 6 macrocategorie

  • Giocatori compulsivi con sindrome da dipendenzapersone che hanno perso il controllo sul loro modo di giocare; per loro giocare d’azzardo è la cosa più importante della vita. La famiglia, le relazioni sociali e l’attività lavorativa vengono influenzate in modo fortemente negativo dall’attività di gioco.
  • Giocatori per fuga con sindrome da dipendenza: sono giocatori che trovano nell’attività di gioco sollievo da sensazioni di ansia, solitudine, rabbia o depressione. Usano il gioco per sfuggire da crisi o da difficoltà; il gioco qui ha un effetto analgesico e non una risposta euforica.
  • Giocatori sociali costanti: per questi giocatori il gioco è la principale forma di relax e di divertimento, sebbene sia in secondo piano rispetto alla famiglia e al lavoro.
  • Giocatori sociali adeguati: giocano per passatempo, per socializzare e per divertimento. A questa categoria appartiene la maggior parte della popolazione adulta.
  • Giocatori antisociali: coloro i quali si servono del gioco al fine di ottenere guadagni illegali.
  • Giocatori professionisti: sono giocatori che giocano d’azzardo per lavoro e, considerandolo una professione, si mantengono attraverso di esso.

Nel DSM-5 i criteri diagnostici per il GAP non hanno subito significativi cambiamenti rispetto al suo predecessore, sul piano qualitativo, quanto piuttosto rispetto al pensiero che tale criterio apportasse migliorie sulla possibilità di formulare una diagnosi.  Il DSM è un manuale diagnostico, in quanto tale i criteri che utilizza non descrivono un quadro clinico nella sua completezza e complessità, ma ne definiscono i confini diagnostici.

Criteri Diagnostici

  1. è eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo (ad es. nel rivivere esperienze passate, nel soppesare o programmare la successiva avventura, o nel pensare ai modi per procurarsi denaro per giocare);
  2. ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata;
  3. ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
  4. è irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
  5. gioca per sfuggire problemi o alleviare un umore disforico (ad es.sentimenti di colpa, impotenza, ansia, depressione);
  6. dopo aver perso al gioco, spesso torna ad un altro tavolo per giocare ancora ( rincorrendo le proprie perdite);
  7. mente ai membri della famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco;
  8. ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera a causa del gioco d’azzardo;
  9.  fa affidamento su altri per reperire il denaro utile ad alleviare una difficoltà finanziaria causata dal gioco d’azzardo.

Perchè si gioca d’azzardo?

Anche se le motivazioni che spingono a giocare sono molteplici possiamo cercare di sintetizzarle. Sicuramente gioca un ruolo importante il provare emozioni, o il creare una parentesi artificiale della propria vita.  Giocare permette di vivere in una dimensione simbolica che offre l’attrazione dell’imprevedibilità del risultato. Importanti sono anche i tentativi di rompere una routine attraverso l’illusione di poter controllare la realtà e l’impotenza della vita reale. Lesieur sostiene che la “carriera” di un giocatore può essere vista come una spirale. Essa si articola in diversi gradini che lo portano ad un sempre più ampio coinvolgimento nel gioco. Dal mio punto di vista è estremamente importante poter intervenire su questa spirale per disinnescare questa dipendenza, riportando nella persona la responsabilità di se stesso e della propria emotività che il giocatore ha affidato alla sorte.

Dott.ssa Giulia di Rienzo, Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale.


Autore dell'articolo: Dottoressa Giulia di Rienzo

Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale, iscritta all’ordine degli Psicologi del Lazio in data 02/04/2007 N° 14756 e degli Psicoterapeuti dal 2013. Libera Professionista, riceve in zona Re di Roma e Baldo degli Ubaldi (metro A) Psicoterapeuta dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia nel Servizio di consulenza clinica per i lutti e le perdite familiari, e nel Servizio rivolto alle coppie che si affidano al percorso di Procreazione Medicalmente Assistita. Tutor e Relatore all’interno della scuola di specializzazione. Psicoterapeuta della Fondazione Silvano Andolfi, nel servizio clinico rivolto agli immigrati.

1 thought on “La personalità del giocatore d’azzardo

    Christopher

    (14 dicembre 2018 - 8:51)

    The very next time this place is described the person will most
    likely show their discontent with-it.

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