Lamento

Lamento, un nemico da sradicare

Lamento, un nemico da sradicare. Lamentarsi è inutile, improduttivo e distoglie energie preziose alla nostra vita. Vediamo come eliminarlo definitivamente.

Il lamento è parte della nostra vita quotidiana, è ovunque dentro e fuori di noi. Ormai siamo talmente abituati a lamentarci e sentire altri lamentarsi che non ci facciamo neanche più caso.

Nell’arco di una giornata ci confrontiamo sempre con questa brutta bestia. Non ci credete?

“Lamentarsi è non vedere tutte le porte aperti davanti a te, ma fissarsi sull’unica porta chiusa.” (R. Potocniak)

Partiamo dalla mattina. Appena svegli non mancano le occasioni di lamento: l’ora della sveglia, le poche ore di sonno, le cose che mancano per fare colazione, il nostro partner o i nostri figli che sono in ritardo, il clima (pioggia, freddo, troppo caldo) ecc.

Le cose ovviamente peggiorano quando a lamentarsi sono più componenti della famiglia. L’energia necessaria per iniziare la giornata viene così consumata in buona parte per passare in rassegna tutti i buoni motivi che abbiamo per sentirci infelici.

Uscendo di casa le cose peggiorano e il lamento aumenta. Dal traffico, al degrado, alle notizie che sentiamo alla radio, allo stato dei mezzi pubblici, al lavoro, al capo, ai colleghi, ai politici, ai dipendenti di poste/banca/bar/negozio. La cosa peggiore è che abbiamo dei validi alleati che alimenteranno costantemente il sacro fuoco del lamento. Questi alleati possono essere i colleghi, gli amici oppure perfetti sconosciuti che ci intossicano di negatività al bar, alla posta e così via.

Finito il lavoro, le cose non vanno meglio. Ancora il traffico, la cena, la famiglia, i figli, il sesso che non ci soddisfa o magari il nostro aspetto estetico, tutto può essere causa di lamento oppure motivo per ascoltare le lamentele altrui o entrambe le cose.

Le persone che si lamentano possono essere di tre tipi:

  • Quelli che si lamentano di loro stessi. Qui il lamento è autoriferito, ci si lagna di alcuni o tanti aspetti della vita, ma senza una reale volontà di cambiarla. Esempio: “non mi sento bene, mangio e fumo troppo.” – Perché non smetti di fumare e segui una dieta? “No, non ce la faccio. Troppo difficile. Poi sto vivendo un periodo stressante.” Allora prova a smettere quando sei in vacanza? “Ma che sei matto? Almeno in vacanza fammi godere la vita.”
  • Quelli che si lamentano del mondo esterno. Qui il lamento è concentrato su ciò che ci circonda e che viene individuato come la causa dei problemi del ‘lamentoso’. Ovviamente il lamento è fine a se stesso, non si fa nulla per cambiare l’oggetto del lamento o per modificare la propria situazione. Esempio: “l’Italia fa schifo, non funziona niente. Se vivessi altrove sarebbe tutto più facile e sarei più felice.” – Perché non ti trasferisci? “Ormai sono troppo vecchio, poi alla fine qui ho gli amici.”
  • Quelli che si lamentano di TUTTO. E questi sono la maggioranza. Tutto o quasi va male. Quante volte avete detto o sentito questa frase: “non riesco in nulla”, “tutto va male”, ” non posso riuscirci”, “è impossibile”?

Ma cos’è veramente un lamento? Quali vantaggi ci offre?

Il lamento è:

Garanzia d’insuccesso

Queste frasi sono un’assoluta e inevitabile garanzia di insuccesso per chi le pronuncia e per chi se ne fa contagiare. Al 100%. In Italia nel 2015 le persone con un capitale superiore al milione di euro sono aumentate del 7%. Quante di queste persone avranno passato le loro giornate a lagnarsi dell’Euro, del traffico, dei politici? Credo nessuno. Piuttosto me le immagino impegnate a creare, inventare qualcosa che abbia uno scopo e intente a trasformare una congiuntura negativa in una opportunità di crescita

Bufala

Le lamentele non solo sono una sicura fonte di insuccesso, ma sono fondamentalmente false. Chiunque dice “va tutto male”, “la vita fa schifo”, “non riesco mai in quello che faccio” è un bugiardo inconsapevole e un untore di negatività. Sia chiaro, non sto dicendo che non esistono problemi e difficoltà, sarei un pazzo. Tuttavia prendiamoci un momento per osservare la nostra vita. Va davvero tutto male? Non c’è proprio nulla di bello è positivo? Vi do qualche indizio: figlio/i, nipote/i, madre, padre, nonna/o, amici, cane, gatto, salute, lavoro, casa, calcio, tennis, cibo, cinema, musica ecc. Analizzate ognuno di questi punti. Dubito seriamente che sia tutto irrimediabilmente negativo. Non solo, la lamentela è CONTAGIOSA. Lamentandoci contageremo chi ci ascolta, danneggiandolo. Ne vale la pena?

Inutile

La lamentela è assolutamente, irrimediabilmente e definitivamente improduttiva. Non conosco una sola persona che ha mai tratto un beneficio pratico, fisico e spirituale dal lamento. Lamentarsi ci costa energia, anche perché spesso ci sentiamo in obbligo di giustificare la bontà del nostro lamento. Spesso assistiamo a discussioni in cui qualcuno s’impegna strenuamente a convincere chiunque abbia osato mettere in dubbio la fondatezza della sua lamentela. E anche se la convince cosa ci guadagna? ASSOLUTAMENTE NULLA

Difficile da sradicare

Come uno sportivo che si allena tutti i giorni per anni al fine di ottenere risultati eccezionali, anche un lamentoso è molto allenato. Lamentarsi più o meno costantemente ogni giorno, ogni mese, ogni anno ha richiesto molto allenamento anche se, purtroppo, questo è stato inconsapevole.

Per togliere questo vizio bisogna allenarsi duramente. I primi giorni saranno difficili, vi sentirete persi e, visto che spesso ci lamentiamo in compagnia, strani. È incredibile ma le persone tendono a diffidare di chi non si lamenta mentre si sentono in sintonia con chi è negativo, un po’ perché gli somiglia un po’ perché li fa sentire migliori.

Come uscirne?

  • RICONOSCIMENTO. Osservatevi bene, siete lamentosi? Esserne consapevoli è il primo passo.
  • ALLENAMENTO. Quando iniziate a lamentarvi, riconoscete che lo state facendo e fermatevi. Non colpevolizzatevi, ma allenatevi a impiegare le energie che solitamente investite nel lamentarvi in pensieri e attività finalizzate a migliorare la vostra situazione presente o a realizzare obiettivi nel futuro e noterete che gradualmente la spinta a lamentarvi diminuirà. Inizialmente sarà difficile, ma basta allenarsi e ci riuscirete
  • ALLONTANAMENTO. Lavorare su di noi è il primo passo, ma poi bisogna agire sull’ambiente che ci circonda. Allontanando da noi le persone lamentose elimineremo la negatività che ne deriva. Questa negatività è altamente tossica, ci fa sentire male fisicamente e psichicamente e, come detto, è assolutamente inutile. Allontanarsi da chi ci circonda non è sempre facile, va fatto gradualmente.

Forse vorreste obiettare che non sempre ci è possibile allontanare le persone lamentose. Può ad esempio accadere che si tratti di familiari, colleghi o dei propri superiori sul posto di lavoro. Ebbene in questi casi l’importante è non farsi scalfire dalle continue lamentele evitando di alimentarle e di prestarvi attenzione. Un tale comportamento farà capire a chi avete intorno che non intendete esserne voi i destinatari. Vedrete che questo lavoro di allontanamento porterà grandi risultati non solo su di voi, ma ne trarranno beneficio anche le persone che vi sono più vicine.

Non siete ancora convinti che sia il caso di eliminare il lamento dalla vostra vita?
Pensate a tutte le energie mentali che impiegate focalizzandovi costantemente su ciò che non va in voi e al di fuori di voi e ora immaginate quante cose potreste realizzare e quanti più obiettivi potreste raggiungere investendo le stesse energie in pensieri più costruttivi, orientati al miglioramento della situazione presente e alla realizzazione dei vostri desideri.

UNA VITA PRIVA DI LAMENTI È UNA VITA MIGLIORE

Patrick vom Bruck

patricklifecoach@gmail.com


Autore dell'articolo: vom Bruck Patrick

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