Lazio: le sfumature del mito di Roma raccontate da Virgilio, Trilussa e Moravia

Il Lazio è una valle incantata, teatro del mitologico potere romano. La sua storia trova memoria nelle opere di Virgilio, Trilussa e Moravia.

Il Lazio è il nuovo porto di approdo della rubrica “Itinerari d’Autore”.

E’ un territorio molto variegato, che alterna colline, pianure e diversi laghi di origine vulcanica.

Questa terrazza bucolica che si affaccia sul Mar Tirreno è culla della più grande civiltà della storia classica: il popolo Romano.

Tanti sono i miti che rievocano la fondazione di Roma, da Romolo e Remo ad Enea.

Ma il Lazio vanta anclaziohe un’occupazione pre romana, che vede tracce della presenza degli Etruschi e dei Sabini.

Dopo la crisi dell’Impero romano, la regione viene dominata da Carlo Magno e dal potere dello Stato della Chiesa fino all’unità d’Italia.

La cucina del Lazio trae ispirazione dalle ricette della tradizione povera romana, a sua volta influenzata da quella ebraica.

Celebri piatti sono i carciofi alla giudia, l’Amatriciana, la Gricia, la Carbonara, la porchetta.

Il mito di Enea celebrato da Virgilio

Dopo la guerra civile in grado di mettere in crisi la civiltà romana, l’imperatore Augusto sente il bisogno legittimare il suo ruolo, cercando di attribuire una discendenza divina alla sua famiglia.

Attraverso Virgilio, il suo avo Giulio Cesare viene così osannato come discendente di Enea.

Nasce così il poema l’Eneide, l’opera in versi che racconta la fondazione di Roma ad opera di Enea, profugo troiano scampato alla guerra di Troia.

La società contemporanea secondo Trilussa e Moravia

Il Romanesco è un dialetto capace di restare immortale fino ai giorni nostri. Una lingua resa celebre soprattutto da un grande poeta: Trilussa.lazio

“Stelle de Roma. Versi romaneschi” e “Quaranta sonetti romaneschi” sono le raccolte di versi satirici attraverso i quali il poeta racconta la sua società.

Anche Alberto Moravia segue la vocazione di Trilussa raccontando il suo contesto sociale, usando però la prosa.

“Gli indifferenti” è il suo romanzo d’esordio e racconta il declino di una famiglia borghese, incapace di provare qualsiasi sentimento nei confronti del contesto sociale, teatro della propria storia.

 

Per approfondire:


Autore dell'articolo: Renato Costa

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