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Le 4 abitudini che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi.

Le 4 abitudini che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi. Vediamo perché queste 4 abitudini possono portarci a rinunciare ai nostri sogni.

Che si tratti dell’obiettivo di perdere peso o di quello di migliorare le nostre relazioni familiari, ogni cambiamento durevole nella nostra vita è frutto di allenamento, costanza e una buona dose di autodisciplina. Se la nostra meta fosse appunto quella di dimagrire, per raggiungerla dovremo chiaramente mettere in atto dei comportamenti che siano funzionali ad ottenere quel risultato.

“L’autodisciplina è una delle principali radici del successo”

Daniel Goleman

Eppure a volte l’intenzione di cambiare e la forza di volontà che sorregge tale proposito possono non bastare.

Sulla base della mia esperienza personale e di ciò che riscontro nel mio lavoro di Coach, ho notato che esistono delle abitudini che, se presenti, hanno il potere di vanificare tutto il lavoro fatto in vista di un obiettivo. Si tratta di veri e propri indicatori, praticamente certi, del fallimento del nostro proposito.

Queste abitudini hanno infatti il potere di rendere il nostro impegno e gli sforzi compiuti privi di effetto. In molti casi ci possono portare a rinunciare definitivamente ai nostri desideri.

Torniamo all’esempio dell’obiettivo di dimagrire. Mettiamo il caso di essere riusciti ad osservare per un po’ di tempo una dieta ipocalorica senza “sgarrare” ma che, nonostante ciò, si vedano ancora pochi risultati sulla bilancia.

In questo caso potremmo cominciare a dubitare di riuscire davvero a perdere peso grazie al regime alimentare che stiamo seguendo con tanti sacrifici. Magari arriveremmo alla conclusione che se finora non siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo di peso, non ci riusciremo mai. Potremmo addirittura convincerci che le diete funzionino per gli altri ma non per noi! Insomma, il fatto che risultati più consistenti tardino ad arrivare, potrebbe portare alcuni di noi a scoraggiarsi e ad abbandonare l’obiettivo.

Ecco appunto la prima abitudine che ha l’effetto di sabotare i nostri progetti.

1. Volere tutto e subito senza valorizzare il raggiungimento delle tappe intermedie.

A volte, mentre stiamo percorrendo la strada che ci porta al nostro obiettivo, ci dimentichiamo completamente della situazione da cui siamo partiti e ci concentriamo solo su quanto ancora manca alla meta. Manteniamo il focus solo sullo scarto della situazione attuale rispetto a quella desiderata e non consideriamo i progressi fatti finora. Ciò che abbiamo raggiunto non ci sembra mai abbastanza. In sostanza è come se stessimo scalando una montagna e, anziché essere consapevoli e apprezzare di essere arrivati a buon punto, guardassimo solo la vetta lamentandoci di non averla ancora raggiunta.

Questa abitudine di ragionare “in scarsità” ci mette addosso un’eccessiva pressione che ha l’effetto controproducente di portarci a fuggire dall’obiettivo. In questi casi, infatti, la sfida intrapresa viene vissuta con un carico di stress difficile da sostenere. Al contrario, quando iniziamo a celebrare i successi finora portati a casa, sperimentiamo emozioni positive che innescano un circolo virtuoso che faciliterà il resto del percorso.

2. Essere perfezionisti: “O la perfezione o niente”.

Come dicevano le nostre nonne, “il bene è nemico del meglio”. Ma siamo sicuri che il detto sia sempre valido?

In certi casi, la ricerca della perfezione nello svolgimento delle attività necessarie a raggiungere un obiettivo, può rallentarci enormemente. Nei casi più estremi, il perfezionismo può essere del tutto paralizzante e portarci a rinunciare all’obiettivo. Quando ci poniamo di fronte a una qualsiasi attività perseguendo un ideale di perfezione, diventiamo eccessivamente preoccupati di non commettere errori. Il nostro pensiero oscilla tra due poli opposti: tutto o niente. Ci convinciamo che se non possiamo raggiungere la perfezione sia meglio rinunciare a tutto. A volte, invece, per raggiungere obiettivi a lungo termine occorre mantenere una visione di insieme che ci permetta di superare eventuali errori e cadute, ridimensionandole nell’ottica del percorso nel suo complesso. In sostanza, se anche si compiono degli errori, l’importante è rimettersi presto in carreggiata e non perdersi d’animo buttando all’aria il lavoro svolto fino a quel momento.

Tornando al nostro esempio, se in una giornata non riusciamo a fare a meno di “sgarrare” dalla dieta, questo non vuol dire che tale situazione possa compromettere del tutto l’obiettivo. In questi casi non serve a nulla colpevolizzarsi rispetto all’accaduto. L’essenziale è essere flessibili in modo tale da correggere il tiro e accettare che anche momenti del genere siano parte del percorso. In sostanza si tratta di preferire la perseveranza alla perfezione.

3. Sottovalutare l’impegno necessario.

Appena si decide di perseguire un obiettivo, ci si fa un’idea di massima dell’impegno e dei sacrifici da affrontare. Non sempre però siamo davvero pronti ad investire le energie necessarie al suo raggiungimento né ad affrontare quelle piccole o grandi rinunce che ne conseguono. A volte ci illudiamo che l’obiettivo possa essere raggiunto facilmente non cambiando di una virgola il nostro stile di vita, salvo poi stupirci e piangerci addosso per essere ancora lontani dalla meta. È inevitabile che in questi casi subentri la frustrazione. In realtà, qualunque cambiamento nella nostra vita destinato a durare presuppone impegno e volontà di mettersi in discussione. Occorre quindi fermarsi un secondo e chiedere a noi stessi con sincerità quanto impegno ed energia siamo davvero disposti a investire per realizzare i nostri desideri.

4. Paragonarsi agli altri: “l’erba del vicino è sempre più verde”.

Nessuno dall’esterno può davvero conoscere l’impegno e i sacrifici vissuti dalle persone che sono riuscite a realizzare i propri sogni. Dalla nostra prospettiva possiamo percepire solo la parte più superficiale della vita di chi ci circonda, come se si trattasse della punta di un iceberg. E allora a quanto può servire paragonare la nostra situazione alla loro?

Il fatto di paragonarci agli altri senza essere nei loro panni e conoscere davvero la loro storia, può condurci a una visione falsata della realtà. Potrebbe apparire ai nostri occhi che gli altri ottengano tutto facilmente e senza sforzo, mentre noi siamo gli unici che, malgrado l’impegno, non arrivano a risultati soddisfacenti. Appare evidente come questa prospettiva, oltre ad essere frutto di una visione distorta della realtà, risulti frustrante e diminuisca il nostro livello di autostima.

“È impossibile risolvere un problema con la stessa mentalità che lo ha creato”

Albert Einstein

Se ravvisi una o più di queste abitudini nei tuoi comportamenti, prova a fermarti e fai un bel respiro. Prova a domandarti: “Che cosa posso fare di diverso rispetto a quello che ho fatto finora e che possa condurmi a migliori risultati?” è evidente infatti che i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti, che ormai si sono cristallizzati in abitudini, stanno limitando il tuo potenziale. Occorre quindi che tu riconosca quelle che costituiscono abitudini disfunzionali e che cominci ad allenarti a sostituirle con pensieri e comportamenti che possano favorire il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Sibilla Ceccarelli

www.coach2coach.it


Autore dell'articolo: Coach Sibilla Ceccarelli

Coach Sibilla Ceccarelli
Sibilla Ceccarelli è una Coach. Si è diplomata come Coach professionista presso la Scuola di Coaching Umanistico seguendo quella che è la sua vocazione: allenare le persone ad essere felici e soddisfatte di se stesse e della propria vita. Continua ad approfondire i suoi studi in materia di Coaching e di PNL e a specializzarsi in alcune aree di intervento quali il Corporate Coaching rivolto alle Aziende, seguendo corsi e seminari. Attualmente segue vari clienti con percorsi di Coaching individuali volti al raggiungimento di obiettivi nella sfera delle relazioni, della professione e del rapporto con se stessi. Offre anche percorsi di Coaching organizzativo in favore di aziende e studi professionali. È socia AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti) nonché Coach partner della Scuola di Coaching Umanistico di Luca Stanchieri. Riceve per appuntamento e su Skype. Per info e appuntamenti: sibillaceccarellicoach@gmail.com

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