Le cardiopatie ischemiche

Le cardiopatie ischemiche sono causate da ostruzioni delle arterie coronarie dovute a:

  1. trombosi o altre patologie delle arterie
  2. ad un vasospasmo (restringimento temporaneo dei vasi dovuto a sforzi, emozioni o altro).

In seguito a ciò si interrompe, o riduce drasticamente, l’afflusso di sangue alla zona del muscolo cardiaco irrorata dai vasi colpiti.

Le cardiopatie ischemiche sono:

  1. Infarto del miocardio nel quale questa chiusura è permanente. La zona di tessuto irrorata va incontro a necrosi. Se la persona sopravvive all’infarto, in tale zona il tessuto muscolare però sarà sostituito, col tempo, da tessuto cicatriziale, che non avendo la possibilità di contrarsi lascerà in cuore indebolito.
  2. Angina pectoris nella quale questa chiusura è transitoria o incompleta. esistono numerose varianti; di solito gli attacchi di angina avvengono in concomitanza con sforzi, digestione pesante o forti emozioni, oppure altro, ma possono anche insorgere senza nessuna causa apparente. Mettendo la persona a riposo, le crisi di angina cessano solitamente in pochi minuti.

SINTOMI E SEGNI DELL’ANGINA PECTORIS E DELL’INFARTO DEL MIOCARDIO

La crisi può manifestarsi con dolori:

  1. solitamente al torace, alla schiena, alla spalla e al braccio sinistro;
  2. talvolta al collo, alla nuca o alla mandibola;
  3. talvolta allo stomaco, ed essere scambiati per una gastrite.

Questi dolori, a differenza di quelli reumatici, non variano con i movimenti del corpo o con una respirazione profonda.

Le crisi più forti si manifestano anche con:

  1. forte dolore toracico (sensazione di peso o di morsa la torace);
  2. paura e angoscia;
  3. difficoltà respiratorie;
  4. sudorazione fredda;
  5. alterazione del battito, fino al possibile arresto.

IL PRIMO SOCCORSO IN CASO DI DOLORE TORACICO

Dobbiamo sempre considerare urgente il dolore toracico tipico delle cardiopatie ischemiche, come se fosse sempre sintomo di infarto; non tentiamo di diagnosticare se si tratti di angina o altro, perchè potremmo sbagliare. L’agitazione , la paura e tutti gli sforzi fisici tendono ad aumentare la frequenza cardiaca, quindi ad affaticare il cuore ed aggravando, in caso, l’ischemia.

Quindi:

  1. Cerchiamo di tranquillizzare la persona;
  2. Evitiamo di fargli fare sforzi fisici, tipo camminare;
  3. se è cosciente mettiamolo in una posizione comoda;
  4. trasportiamolo in ospedale il più presto possibile e senza indugiare, ma in modo tranquillo, poichè, i minuti guadagnati guidando in fretta non compensano gli effetti negativi dell’agitazione;
  5. se decidiamo di farlo trasportare dall’ambulanza, bisogna sempre comunicare al 118 che si tratta di un’emergenza cardiologica. In questo modo verrà inviata un’ambulanza con medico a bordo e defribillatore.

 

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Autore dell'articolo: Dottoressa Claudia Garattini

Dottoressa Claudia Garattini
Salve a tutti mi presento. Sono Claudia Garattini e mi sono laureata in Tecniche di Neurofisiopatologia nel 2009, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono una ibera professionista che svolge la sua attività in varie cliniche ed ospedali di Roma, nella fase iniziale della mia attività mi sono dedicata alla ricerca scientifica di varie patologie di natura neurodegenerativa per poi dedicarmi all'attività clinica diagnostica presso reparti sia pediatrici che adulti.

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