Le craniostenosi: che cosa sono e come si interviene

Le craniostenosi sono malformazioni craniche nel neonato e con un intervento chirurgico, se necessario, è possibile evitare danni cerebrali

Le craniostenosi sono delle malformazioni della struttura cranica che comportano una prematura e precoce saldatura delle suture craniche, dette fontanelle, nei neonato. Queste rare anomalie possono riguardare sia la scatola cranica che il volto.  Le craniostenosi sono caratterizzate da un’ anomalia nella crescita delle ossa del cranio e possono essere isolate oppure associate a sindromi specifiche. In alcuni asi possono essere associate a ritardo di sviluppo.

Ci sono vari tipi di craniostenosi:

  • craniostenosi semplice riguarda una sola sutura cranica
  • craniostenosi complessa riguardano più suture contemporaneamente

In base a quali sono le suture interessate possiamo suddividerle in:

  • brachicefalia appiattimento parte posteriore della testa
  • plagiocefalia appiattimento di una parte della testa
  • scafocefalia allungamento della testa
  • trigonocefalia deformazione frontale

Sintomi e terapia

Le craniostenosi sono solitamente di diagnosi clinica. A volte possono essere evidenti già dalla nascita altre con le visite dal pediatra ci permette di monitorare la crescita della circonferenza cranica se non cresce adeguatamente. Non sempre si ricorre ad un intervento chirurgico. Si ricorre alle indagini genetiche nel dubbio che si tratti di una sindrome genetica. Solitamente nelle forme lievi si utilizza o un caschetto oppure una terapia mirata al rimodellamento delle ossa del cranio (in questo caso è particolarmente consigliato l’intervento di un osteopata). Invece altre volte è necessario intervenire per via chirurgica, solitamente nel primo anno di vita. Più la diagnosi è precoce più aumentano le possibilità di risoluzione e di miglioramento nei casi gravi.

Controindicazioni e conseguenze

Nella maggior parte degli interventi precoci non ci sono conseguenze a lungo termine nei bambini. Purtroppo diverso è il discorso se l’intervento avviene in tempi più lunghi per vari motivi. I

In questi casi possiamo riscontrare: epilessia, cecità e ritardo nello sviluppo.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento consultare sempre il proprio medico.

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Autore dell'articolo: Dottoressa Claudia Garattini

Dottoressa Claudia Garattini
Salve a tutti mi presento. Sono Claudia Garattini e mi sono laureata in Tecniche di Neurofisiopatologia nel 2009, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono una ibera professionista che svolge la sua attività in varie cliniche ed ospedali di Roma, nella fase iniziale della mia attività mi sono dedicata alla ricerca scientifica di varie patologie di natura neurodegenerativa per poi dedicarmi all'attività clinica diagnostica presso reparti sia pediatrici che adulti.

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