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Lo shock,la forma congelata della paura

Lo shock, la forma congelata della paura. Sintonizzarsi sulle proprie emozioni porterà nuova visione di se stessi e permetteremo al benessere di raggiungerci

“Tutto ciò che vuoi è dall’altra parte della paura” J. Canfield

 

Eventi traumatici, lievi o profondi, possono causare lacerazioni interne e frammentare il nostro nucleo dell’essere in parti diverse. Una parte di se stessi può essere percepita funzionante al massimo livello, in campo lavorativo per esempio. Questa parte di noi è motivata, cconcentrata, competente. Mentre si percepisce un’altra parte di noi come congelata, paralizzata, alienata, per esempio in campo affettivo. E solitamente queste due parti non sono affatto in buoni rapporti l’una con l’altra. La parte motivata risulta impaziente e critica nei confronti dell’altra terrorizzata e congelata. La parte congelata invece non risulta fiduciosa nella parte motivata. Tutto ciò diventa pesantemente disfunzionale quando in modo inconscio viene proiettato sugli altri. Quando si proietta inconsciamente la parte congelata, si può giudicare gli altri come pigri o condiscendenti. Mentre quando si proietta la parte motivata si giudica l’altro come rigido, insensibile. In articoli precedenti parlai di vergogna.

La vergogna e il giudizio hanno un effetto deformante sulla nostra energia e sulla nostra autostima. Lo shock colpisce così profondamente la nostra psiche da influenzare anche il nostro corpo, ovvero come questo reagisce agli stimoli esterni. Lo shock è definito come stimolo fisico o psichico di notevole intensità. Un’emozione improvvisa, violenta e sconvolgente, che suscita profondo turbamento. In medicina, identificato come “shock traumatico”, è lo stato di acuta insufficienza cardiocircolatoria con torpore mentale, astenia, epidermide fredda e umida, polso rapido e debole, ipotensione arteriosa. Lo shock emotivo raggiunge il nostro nucleo più profondo. Quando ci si trova in stato di shock spesso non si riesce a pensare, a sentire, a muoversi o a parlare. Per esempio quando qualcuno ci attacca con parole od offese e non si riesce a controbattere, a proferire parola.

 

Shock e i suoi sintomi

shockUno dei sintomi è la cosidetta ansia da prestazione. Ogni qualvolta ci si sente sotto pressione o si percepiscono aspettative su di sè, ci si può sentire soffocare, mancare il respiro, avere sudori freddi. Si percepisce un’ansia costante di fondo, una tensione al plesso solare. I sintomi variano da persona a persona. I più comuni sono confusione, alienazione, incapacità di ricordare, pulsazioni rapide, sudorazione eccessiva in varie parti del corpo. Formicolii alle mani, sensazione di non riuscire a concludere niente, paralisi. Altri sintomi rivelatori possono essere l’incapacità di parlare, costrizione toracica, difficoltà di respiro, sudori freddi. Opprimente senso di terrore e di sciagura. Attacchi di panico o fobie sono anch’essi sintomi.

Lo shock è una sveglia. Ci rende consapevoli di quanto ognuno di noi sia sensibile e nello stesso tempo risveglia la nostra vulnerabilità. I sintomi sono importanti poichè rivelano ciò che fa male al nostro corpo, alla nostra psiche e alla nostra anima.

In un precedente articolo scrissi che la nostra nascita avviene interamente in uno stato di preziosa sensibilità con un’innocenza, pura apertura e fiducia. Lo shock nasce quando tale sensibilità incontra all’esterno energie negative e ostacolanti. Energie e vibrazioni negative che percepiamo nell’ambiente nel quale nasciamo e viviamo. La tensione di una madre, una rabia repressa o espressa di un padre, la gelosia di un fratello o sorella, l’invidia di compagni di scuola. Come può essere un evento palese, come un abuso fisico o sessuale. Anche la più sottile negatività colpisce il nostro nucleo dell’essere in modo devastante.

 

Lo shock allontana dal nostro centro

In questo stato di innocenza non abbiamo ancora le capacità di comprendere e accettare energie negative e shockostacolanti. Ognuno di noi incontra quest’energia in modi differenti, a seconda del tipo di risorse che possediamo in noi. La società in cui viviamo non è incline alla sensibilità. E quindi siamo portati a celare la nostra sensibilità e a far prevalere prepotenza. Ci si indurisce nei confronti del nostro bambino interiore. Quando in alcuni momenti si percepisce la propria sensibilità originale, si riscopre anche il proprio stato di shock.

Purtroppo non sempre è possibile e a volte nemmeno necessario sapere il perché entriamo in stato di shock. Mentre importante è riconoscere tale momento di percezione e rilevare che non è stata causata da una nostra mancanza, ma da qualche trauma specifico real del proprio passato. Può capitare che energie negative del presente, rabbia, pressione o rifiuto possono innescare antiche sensazioni e reazioni interiori basate su un’esperienza vissuta nel passato.

Il dolore percepito è così intenso da spingerci ad ignorare il nostro corpo e le sue sensazioni. E a perdere il contatto con la nostra energia interiore. A perdere aderenza con il nostro nucleo dell’essere, si avverte così un buco dentro. Questo “buco” fa sentire a disagio e si tenta di riempire tale buco con qualsiasi cosa proveniente dall’esterno. Questo farà sì che ognuno diventi un co-dipendente. Co-dipendente da altre persone, da sostanze, da attività, dall’immagine esteriore, dal potere e dal sesso. Co-dipendenti da qualsiasi cosa purché aiuti a non sentire il profondo panico interiore.

 

Il dono della compassione verso se stessi

Crediamo che ci manchino le risorse per trovare noi stessi. Le relazioni risentono delle nostre lacerazioni interne. Si perdono confini e identità. Le naturali reazioni saranno di cercare di interrompere e sabotare la comunicazione con il partner, esigere più spazio o richiedere più energia. Nelle relazioni, di solito una delle due persone è più scioccata dell’altra. Si tratterà di paura di fronte ad un’altra paura, ma vissuta ed espressa in maniera differente. Il solo modo per interrompere gli schemi sabotatori è cominciare a curare lo shock riconoscendolo, sentendolo e convivendoci.

shockLa consapevolezza si sviluppa attraverso il pensiero e le nostre percezioni, indipendentemente dalla situazione attuale che si vive. Canfield afferma che le nostre emozioni sono un meccanismo di feedback che ci dice se siamo in carreggiata o no, se siamo sulla strada giusta o no. Sintonizzarsi sulle proprie emozioni porterà nuova visione di se stessi e in quel momento permetteremo al benessere di raggiungerci e di permetterci di dirigere i nostri pensieri su qualcosa di buono. Le emozioni positive arriveranno dal momento che la consapevolezza porterà allo spostamento del nostro centro su una nuova frequenza, positiva e generatrice di progresso e successo.

 


Autore dell'articolo: Dottoressa Tender Sposati

La Dott.ssa Tender Sposati è una psicologa clinica specializzata nell'organizzazione, pianificazione e svolgimento di esercizi pratici e cognitivi per il recupero di empowerment individuale e di comunità. Nella sensibilizzazione, elaborazione e consapevolezza del proprio stato d'animo e nella gestione delle emozioni. Sostegno alla famiglia attraverso lavoro educativo e di supporto a minori e a familiari, sensibilizzazione alle tematiche inerenti la malattia e il disagio. Prevenzione del rischio depressione, gestione dello stress e degli attacchi di panico, promozione della salute e del benessere psicoemotivo, aumento empowerment individuale e relazionale. Approfondimento di tematiche quali la neurobiologia delle emozioni e l'intelligenza emotiva e sviluppo di nuove capacità comunicative interpersonali e delle proprie life skills. Lavora con tecniche di rilassamento corporeo, training autogeno e tecniche di visualizzazione, esercizi pratici in seminari e workshop interattivi ed esperienziali.

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