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Mangiare bene a sessant’anni. Quali vantaggi

Oggi parliamo dei sessant’anni, una fase della vita in cui mangiare bene può prevenire disturbi tipici dell’età, ma anche malattie croniche importanti.

mangiareMangiare correttamente è una cosa importante, in ogni momento della vita. Ma c’è un particolare periodo, sia per gli uomini che per le donne, in cui fare attenzione a ciò che si mangia, ai metodi di cottura e alle quantità, diventa essenziale. Infatti, superati i ”sessanta”, i vantaggi di un’alimentazione sana sono visibili nel benessere quotidiano.

Vediamo quali sono i disturbi più frequenti a carico di organi e apparati. E come incide l’alimentazione sulla loro salute.

L’apparato gastro-intestinale

Uno dei disturbi più frequenti, di questo caso, è la cattiva digestione. Spesso si manifesta con sintomi come pesantezza e tensione addominale. Nelle fasi acute, possono comparire anche bruciore o dolore molto intenso e persistente.

Le cause possono essere diverse: ernia iatale con reflusso gastro-esofageo, gastrite, colite, diverticolite. Si tratta di patologie che hanno vari livelli di gravità. Possono essere croniche o acute. Esse non si presentano esclusivamente in età matura. Però l’età sommata ad un eventuale sovrappeso, ne aggrava il quadro clinico complessivo.

Un’attenta dietoterapia può attutirne i sintomi e le possibili complicanze.

Nella fase acuta, il consiglio è di fare pasti leggeri, in cui siano presenti tutti i nutrienti. Prestare attenzione al tipo di fibra alimentare presente nei cibi. Idratarsi, bevendo la giusta quantità d’acqua. Evitare le bevande gassate, gli alcolici, le spezie e il caffè. E limitare il più possibile i cibi grassi che richiedono tempi di digestione molto lunghi.

Mantenere queste abitudini, anche dopo la scomparsa dei sintomi, aiuta ad allontanare altri episodi acuti.

L’apparato cardio-circolatorio

mangiareFrequentemente, superata una certa età, si verificano problemi legati al controllo della pressione arteriosa. Questo avviene per la struttura di vene ed arterie che, col tempo, perdono la loro tonicità. Ma anche l’alimentazione e l’attività fisica hanno un ruolo nella comparsa delle malattie cardiovascolari. L’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia sono le più frequenti. Queste, se non tenute sotto controllo, possono portare ad una sofferenza del cuore, del cervello e di tutti gli organi vitali.

Fare una dieta ricca di fibra e povera di sale, di grassi saturi e di colesterolo, aiuta a mantenere costanti i livelli pressori e il colesterolo circolante. Anche il movimento concorre a mantenere in salute cuore e vasi sanguigni.

L’apparato endocrino

La disfunzione di questo apparato si manifesta con un gran numero di patologie. Tra queste la più frequente è il diabete mellito di tipo 2. Con un’incidenza molto alta se correlata all’aumento del peso corporeo.

mangaireIl diabete mellito di tipo 2 è una malattia che può insorgere a qualunque età. Ma con un’incidenza maggiore in età senile. E’ strettamente legata al sovrappeso e all’obesità. Dipende dalla diminuzione dell’insulina (prodotta dal pancreas) e dall’aumento del glucosio in circolo. Questo delicatissimo equilibrio può essere compromesso da una dieta troppo ricca di zuccheri.

Ciò nonostante, è largamente accettato che l’alimentazione del paziente diabetico debba includere i carboidrati. Sia semplici che complessi. Ma inseriti in uno schema dietetico equilibrato. Anche in questo caso, sarà bene mangiare alimenti ricchi di fibra alimentare. E porre un’attenzione particolare all’indice glicemico. L’indice glicemico è la proprietà degli alimenti in grado di determinare l’innalzamento dei livelli di glicemia.

Anche nel diabete, l’attività fisica costante e graduale aiuta a tenere sotto controllo il glucosio in circolo. Dieta e movimento, insieme, possono evitare l’insorgenza delle complicanze. Le più insidiose tra queste colpiscono occhi, reni ed arti inferiori (neuropatia diabetica).

Conclusioni

Tutte queste patologie sono spesso correlate tra loro. Il quadro clinico è molto frequente nel mondo occidentale. E’ la ”sindrome metabolica”. Essa comprende il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa e l’obesità. Altri fattori, come lo stress e il fumo di sigaretta, concorrono alla sua insorgenza.

La terapia dietetica, nella sindrome metabolica, è uno strumento importante. Si affianca ai farmaci e ne potenzia l’azione.

Il consiglio generale è di mangiare cibi sani e cotti in modo semplice. Mantenere le calorie a quantità adeguate al proprio peso, alla propria età e all’attività fisica svolta. Evitare il fumo di sigaretta e le fonti di stress.

Questi sono comportamenti non facili, ma importanti. Lo sono in tutto il corso della vita, ma soprattutto in età senile. Sono necessari per la prevenzione delle malattie e per la loro cura. E per evitare eventi gravi come l’infarto e l’ictus.

In definitiva, mangiare bene e fare movimento significa sentire meno la fatica. Vuol dire vivere più leggeri. Portare meglio il ”peso degli anni”. Potersi permettere altri momenti da festeggiare.

Maria Sutera

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Autore dell'articolo: Dottoressa Maria Sutera

Sono una dietista e lavoro a Palermo. La mia professione abbraccia molti campi: prescrivo dietoterapie personalizzate per soggetti adulti o in età pediatrica, in sovrappeso o obesi e per pazienti con patologie come il diabete mellito 2, l'ipertensione arteriosa, le dislipidemie e disturbi del tratto digerente (gastrite, sindrome del colon irritabile). Mi occupo inoltre di DCA, disturbi del comportamento alimentare dove la dietoterapia diventa un alleato necessario della psicoterapia e a di 'educazione alimentare' per i bambini e per gli adolescenti, singolarmente o in gruppo. Ricevo per app.to Via Quintino Sella, 62 - Palermo Via Principe di Paternò, 35 - Palermo Tel. 331.4889004

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