Che cos’è il morbo di Alzheimer?

Il morbo di Alzheimer è un tipo di demenza, generalmente senile, che provoca perdite di memoria e problemi cognitivi e comportamentali.

Il morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa che porta ad una progressiva perdita di memoria e delle funzioni cognitive e comportamentali del soggetto colpito. E’ la più comune causa di demenza senile e colpisce persone dai 65 anni in su. Vi è anche una forma di Alzheimer precoce che può manifestarsi tra i 40 e 50 anni. Il morbo di Alzheimer non è solo un l’inevitabile conseguenza dell’invecchiamento ma una vera e propria patologia che ha bisogno di interventi mirati in vari campi: diagnostici, riabilitativi e terapeutici.

I sintomi

La sintomatologia dell’Alzheimer si basa su:

  1. Amnesia ovvero una lenta e progressiva perdita di memoria
  2. Afasia ovvero una difficoltà nell’articolazione del linguaggio e nella sua comprensione
  3. Agnosia ovvero una graduale incapacità di riconoscere luoghi, persone, stimoli e oggetti
  4. Aprassia ovvero una progressiva incapacità di compiere azioni volontarie come vestirsi o cucinare.
  5. Anomia ovvero l’incapacita’ di nominare oggetti
  6. Acalculia ovvero la perdita della capacità di effettuare semplici operazioni matematiche
  7. Difficoltà di scrittura
  8. Disorientamento spazio – tempo
  9. Cambiamenti dell’umore

Nella fase iniziale i disturbi sono da ricollegare specialmente alla memoria e ad una irritabilità e problematiche emotive. Nella fasi finali il paziente tende ad andare a perdere la propria autonomia fino ad andare incontro ad una totale perdita delle funzioni cognitive e motorie.

La diagnosi

Come iniziale approccio clinico è bene svolgere una visita neurologica e neuropsicologica. Sulle basi della visita clinica vengono somministrati dei test che permettono di valutare la funzionalità cognitiva e di memoria del paziente: uno dei più noti è il Minimental State Examination (MMSE). Verranno somministrati dei test neuropsicologici. Verranno effettuati esami del sangue ed indagini strumentali (Tac e RMN). La diagnosi è lunga e complessa e si possono impiegare molti mesi prima di avere un quadro chiaro e definitivo della patologia.

La ricerca scientifica non si è mai fermata. Continua il suo percorso sperimentale e non. Ci sono farmaci che sono in grado di rallentare il decorso della malattia. Sperando che in futuro si trovi una cura definitiva e un test in grado di fare una diagnosi precoce.

 

Per qualsiasi dubbio o chiarimento consultare sempre il proprio medico.

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Autore dell'articolo: Dottoressa Claudia Garattini

Dottoressa Claudia Garattini
Salve a tutti mi presento. Sono Claudia Garattini e mi sono laureata in Tecniche di Neurofisiopatologia nel 2009, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono una ibera professionista che svolge la sua attività in varie cliniche ed ospedali di Roma, nella fase iniziale della mia attività mi sono dedicata alla ricerca scientifica di varie patologie di natura neurodegenerativa per poi dedicarmi all'attività clinica diagnostica presso reparti sia pediatrici che adulti.

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