Neuropatia ulnare, come riconoscerla e curarla

Neuropatia ulnare, come riconoscerla e curarla

La compressione del nervo ulnare all’altezza del gomito è una patologia molto comune, impariamo a riconoscere la neuropatia ulnare per non sottovalutarla.

La neuropatia ulnare presenta segni e sintomi molto variabili che dipendono da quale porzione di nervo è interessata e in quale tratto dell’arto superiore è avvenuto il trauma o la compressione.

Sintomatologia

La compressione del nervo ulnare all’altezza del gomito è una neuropatia molto comune. Se l’intrappolamento si verifica nel canale del polso viene chiamata neuropatia di Guyon. I sintomi possono tuttavia risultare simili  in entrambe le condizioni e comprendono:

  • ipoestesia e parestesie distalmente al gomito, in particolare sul quinto dito e sul lato ulnare del quarto
    dito;
  • dolore e iperestesia sul lato mediale del gomito;
  • ipostenia dei muscoli intrinseci della mano;

riduzione della forza di presa e chiusura del pugno.Neuropatia ulnare, come riconoscerla e curarla
Tale sintomatologia si accentua se il gomito viene appoggiato in flessione su una superficie piana.
L’ipotrofia muscolare è più evidente nello spazio tra pollice e indice, dove l’atrofia del primo muscolo interosseo forma un solco.
La riduzione della funzionalità è molto variabile e può andare da una semplice ipoestesia fino a una grave atrofia con limitazione di molte attività di vita quotidiana.

Trattamento

Stabilite le cause della neuropatia ulnare, il trattamento conservativo iniziale consiste nel riposo con immobilizzazione dell’arto, e nell’evitare ulteriori traumi. Un altro beneficio si può avere utilizzando dei tutori per la notte, che devono però evitare qualunque pressione sul nervo. La flessione tra i 30 e i 45 gradi è l’ideale.
Per mantenere l’escursione articolare e la forza dei muscoli lombricali e interossei può essere utile un ciclo
di fisioterapia o di terapia occupazionale.

Nel caso in cui si sia verificata una frattura dell’uncino dell’uncinato, oppure del pisiforme, o ancora in caso di cisti gangliare o artrosi piso-uncinata, è consigliabile intervenire chirurgicamente. Il tipo di trattamento chirurgico varia a seconda dell’eziologia, da una decompressione del nervo in modo atraumatico fino a tecniche più complesse che prevedono la trasposizione del nervo.
In ogni caso dopo l’intervento chirurgico si dovranno eliminare tutte le possibili cause di nuove compressioni.

Nel post-operatorio sarà necessario un periodo di immobilizzazione, con le stesse modalità descritte per il
trattamento conservativo, ma con un maggiore grado di flessione (fino a 90°).
Se il paziente la tollera ci si può avvalere della massoterapia per il trattamento del dolore e del tessuto
cicatriziale, e dell’utilizzo di fasciature elastiche per esercitare una pressione sul tessuto cicatriziale.
La mobilizzazione attiva, graduale, utile per il recupero dell’articolarità, verrà iniziata dopo qualche
settimana dall’intervento. La mobilizzazione dovrà comunque evitare tensioni sul nervo che causerebbero parestesie e dolore.

 

 

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Autore dell'articolo: Dottoressa Alessandra D Ilario

Sono una fisioterapista e come tale ho esercitato tanti anni presso centri di fisioterapia e cliniche di riabilitazione, finché non ho deciso di dedicarmi completamente al lavoro autonomo nel mio studio, situato in zona Axa-Malafede, per offrire ai pazienti un servizio di qualità con trattamenti indirizzati alla singola persona. Quella del fisioterapista è una professione in continua evoluzione, e che necessita di attenzione e formazione continua. FISIOTEC nasce con l'obiettivo di unire l'esperienza e la professionalità maturate in quasi vent'anni di lavoro, con l'utilizzo di sofisticati macchinari tecnologicamente molto avanzati.

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