Rendere chiare le nostre idee: dove, come e perché? Prima parte

Alle sessioni di Consulenza Filosofica si va anche solo per schiarirsi le idee. Ma perché dovremmo farlo? E che relazione c’è con il nostro benessere?

Non è una tesi di metafisica platonica, ma una constatazione di buon senso: noi esseri umani siamo in costante contatto con idee. Che siano nostre oppure di altri, apprese su libri di scienza o poesia, originali o conformiste, poco importa al momento. In ogni caso la nostra vita, nella sua più vivida e prosaica concretezza, è in buona sostanza un fatto di relazione tra interiorità e realtà esterna, la cui risultante consiste in un più o meno interessante affastellamento di idee e di loro concatenazioni mentali, i ragionamenti.

Le idee e le lumache

Perdonandomi l’analogia ardita e forse poco elegante, verrebbe da dire che gli esseri umani secernono idee un po’ come le lumache fanno col muco. Il paragone sembrerebbe di per sé spregiativo e riduttivo, ma a ben pensarci non è così. Il muco serve alle lumache per avere grip sulla loro realtà! Non diversamente è per l’uomo: senza idee non sarebbe in grado di ordinare la realtà percettiva che lo circonda, e di conseguenza nemmeno elaborare strategie di sopravvivenza, costruirsi una immagine di sé (che non sono altro che idee desunte dall’esperienza) e, in una parola, relazionarsi con il mondo. L’elaborazione di idee è il meccanismo base per mezzo del quale l’uomo vive.

Domande centrali

Ma la domanda fondamentale da porsi allora non è tanto se e quando elaboriamo idee e cosa le idee siano in se stesse. Da un punto di vista pragmatico e quotidiano, presumibilmente di maggior interesse per l’uomo comune, sarebbe già estremamente utile comprendere:

1) quali siano le idee che ci spingono a concepire la realtà in un certo modo

2) il nesso esistenziale che lega determinate idee al perimetro della nostra vita quotidiana contribuendo a determinare il nostro benessere

Un esercizio generalmente sottovalutato ma in realtà niente affatto banale e soprattutto alquanto determinante per la qualità della nostra vita.

La società della comunicazione confusiva

Di qui il grande rischio, che molti corrono quotidianamente, di rinunciare all’“istinto di ragione” e lasciare che i propri pensieri partoriscano idee seguendo i moti casuali delle maree. Esempi di questa tendenza sono estremamente diffusi. Basti pensare, per dirne una, a quanto endemica sia l’abitudine ad avvalorare determinate idee non perché siano di per sé preferibili e ritenute vere, reali, di valore, ma semplicemente perché tali sembrano a noi. Facendo così però non ci relazioniamo con la realtà bensì con la sua apparenza. E non concepiamo idee, ma solamente loro simulacri.

Oppure, venendo alla nostra “amata” società, consideriamo quanto pervasiva sia la strategia di sottoporci incessantemente all’influsso martellante di determinate idee (giustificate o meno nella loro fondatezza). Si tratta del meccanismo dei totalitarismi, oggi particolarmente in voga in ambito fake news e marketing pubblicitario. Che per farla breve consiste nel catturare l’attenzione con idee stupide e false che però un martellamento costante finisce col fare apparire vere e degne di considerazione. Senza con ciò smettere di essere ingiustificate, fuorvianti e inutili per la vita concreta delle persone, esse comunque finiscono per strutturare una realtà fittizia e astratta che si sostituisce a quella concreta.

Se pensiamo le idee di altri, faremo di noi quel che altri vogliono fare di noi.

Un dato di fatto che vale ancora di più nella nostra società, la quale con uno slancio ottimistico è stata definita “della conoscenza”, ma che con un termine forse più realistico dovremmo definire della comunicazione mediale e confusiva.

Prendersi cura delle proprie idee

Sono sempre più convinto del fatto che le persone vivano male perché, in buona sostanza, pensano male. E c’è poca cura in direzione di una maggiore chiarezza di pensiero ed emancipazione dalla pervasiva confusione linguistico sociale di cui siamo permeati.

Che lo si prenda per un fatto antropologico o sociale, prendersi cura della propria vita mentale, e in particolar modo delle proprie idee, pare qualcosa di più di un mero esercizio intellettuale di stile. È in realtà uno dei gesti più “terra terra” che si possa concepire. Perché si va dritto all’origine dove la terra assume un significato per noi, e quindi diventa, per noi, realtà!

Certo, accontentarsi di andare avanti inconsciamente è sempre un’opzione possibile. Eppure non si dà il caso frequente di barche che hanno raggiunto indenni la propria destinazione in mancanza di un timoniere.

Lumache prive di grip

È naturale quindi che la mancanza di chiarezza sulle proprie idee comporti idee confuse e tali da confonderci. Sta a vedere che il paragone delle lumache si rivelerà perfino più ottimistico di quanto non sembrasse. Infatti, non sempre le idee degli uomini permettono loro di avere grip sulla propria realtà! Siamo capaci di secernere idee tanto costruttive quanto dannose e inconcludenti operanti a tanti e diversi livelli. Al contrario, anche un’analisi molto sbrigativa ci regala un colpo d’occhio dei molteplici benefici che si possono trarre dall’esercitarsi nell’avere le idee un po’ più “chiare”:

Prendere decisioni: capire quale sia la cosa giusta da fare a fronte di un’attenta analisi delle circostanze date, e a fronte di progettualità future (nella vita di relazione come in quella professionale).

Edificare il proprio essere e la propria identità: avere un chiaro progetto di vita, curare le proprie sensibilità e attitudini. Far fiorire la propria natura, unica e irripetibile, nelle diverse dimensioni in cui essa si esplica.

Districarsi tra situazioni complesse e/o conflittuali: senza incedere in false strategie, che vanno per esempio dalla tattica della polvere sotto il tappeto alle opzioni di comodo ma inautentiche che non vanno realmente bene per noi, ecc.

Ascoltiamo il consiglio del vecchio Charles!

Charles Sanders Peirce, filosofo americano fondatore del pragmatismo (una corrente filosofica del Novecento che certamente faceva di tutto per evitare l’effetto mistico da metafisica contemplativa!) non mancava di sottolineare quanto dannoso potesse essere l’effetto perverso di idee mal formulate, confuse, ossessive, nella vita:

“è terribile vedere come una sola idea poco chiara, una sola formula senza significato, agirà talvolta come un’ostruzione di materia inerte in un’arteria, impedendo il nutrimento del cervello e condannando la sua vittima […] che ne ha fatto il suo compagno di giorno e di notte, le ha dato la sua forza e la sua vita […]. Poi un bel mattino si è svegliato per trovarla scomparsa e con essa l’essenza stessa della sua vita”

A parer suo  acquisire chiarezza nelle proprie idee e sapere quello che pensiamo davvero sulle cose è un presupposto fondamentale per condurre adeguatamente la propria vita. Egli lo definiva “divenire padroni del proprio intendimento”. Come dargli torto?

Buona parte di un percorso di consulenza filosofica è dedicato a questo. Ad esercitare questo movimento interiore a cui purtroppo siamo poco abituati ma che invece è alla base del benessere personale.

Ma allora, come rendere chiare le nostre idee? Lo scopriremo nel prossimo articolo!


Autore dell'articolo: Dott. Federico Levy

Dott. Federico Levy
Il Dott. Federico Levy è laureato in Scienze Politiche e Filosofia e lavora come libero professionista in qualità di Formatore, Consulente Filosofico e Counselor Esistenziale. Collabora con diversi professionisti e organizzazioni operanti nel settore del sociale e della cultura. Realizza corsi di formazione in diversi settori che interessano il benessere personale e la crescita professionale, legandoli anche agli ambiti del pensiero creativo, critico ed etico morale. Per consulenze individuali riceve a Roma e Albano Laziale. Ricevo (previo appuntamento) in: - via dei Quinzi 37, Roma (Metro A Numidio Quadrato) - vicolo della Vignetta, 17, Albano Laziale (Rm) Come contattarmi: Cellulare e email: 3338069378; federico@eudaimoniastudio.it Sito web: www.eudaimoniastudio.it (Pagina FB: Eudaimonia Studio)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *