Rumours

Rumours. «La calunnia è un venticello…»

L’adesione pregiudiziale alla chiacchiera è un atto irresponsabile già nei confronti di noi stessi. La Consulenza Filosofica e l’educazione al Pensiero Critico possono curare dal «giogo della minorità». Da soli o in gruppo.

di Francesca Guercio

C’era una volta (e forse c’è ancora) il pettegolezzo di paese che trascinava nell’ignominia immeritata singoli e famiglie; additati, messi al bando o almeno guardati con ostilità. C’è oggi senz’altro la diceria capace di emarginare un adolescente dal gruppo, talora con conseguenze tragiche. C’è infine, e c’è sempre stata, la chiacchiera. Quel discorso superficiale, senza intelligenza e senza fondamento, che se supera i confini della saracinesca del Bar Sport – e della relativa inconcludenza propria del passatempo frivolo – produce danni irreversibili. Mina quei cardini di umanità costitutivi del nostro essere nel mondo. Perché da inconcludente, appunto, quale dovrebbe essere, pretende di farsi conclusiva! Di attestare verità di cui non ha contezza. Di sfociare, magari, nelle posizioni razziste e nelle condotte spietate che caratterizzano società e politica in questa nostra era di globalizzazione e migrazioni.

È, in questo senso, un atto irresponsabile. E proprio perciò dovremmo assumercene la responsabilità.

Pensiero, parola, conoscenza, umanità

La questione della “chiacchiera” è divenuta tanto determinante nella moderna strutturazione delle visioni del mondo da richiedere una metodologia di contrasto. La cosiddetta “Strategia Antirumours”, promossa dal Consiglio d’Europa e utilizzata per far fronte a intolleranza e discriminazioni, è nata a Barcellona nel 2010.

RumoursSi tratta di un ambito nel quale gli strumenti della Consulenza Filosofica e del Critical Thinking si rivelano imprescindibili. Sia in contesti allargati, quali le scuole o i luoghi deputati a iniziative di cittadinanza attiva, sia in incontri individuali o di gruppi ristretti di riflessione e chiarificazione. L’adesione pedestre all’informazione approssimativa – e per lo più fallace! – diffusa dai rumours, infatti, non soltanto causa aberrazioni nella convivenza civile ma è già espressione di un disagio intellettivo, emotivo ed esistenziale. Giacché esprimere pensieri per mezzo della parola è radice di conoscenza e umanità. Il mezzo per entrare in contatto con noi stessi, nel dialogo interiore, e con gli altri.

Il “falso positivo” della chiacchiera

I mantra dell’opinione comune, gli slogan della vox populi reiterano qualcosa che già si sa e azzerano le condizioni per un pensiero autonomo. Se tutto è già noto e acclarato a che serve approfondire? Stereotipi e luoghi comuni limitano, dunque, la possibilità di conoscere in quanto ne limitano il desiderio. Per di più la ripetizione di un concetto finisce per creare una sorta di falso positivo cerebrale. “I rifugiati in Europa sono troppi, ci troviamo davanti a una vera e propria invasione!”. Quante volte abbiamo ascoltato questa frase o qualcosa di simile? E a che vale che i dati ufficiali ribadiscano a mezzo stampa che la quota di stranieri in Italia non supera l’8%? La chiacchiera prevede che si accetti l’ipotesi sulla quale essa stessa è stata costruita, trasformandola in verità!

Solo l’organizzazione su scala nazionale di classi di esercizio al Pensiero Critico potrebbe, arrivati a questo punto, generare coscienza.

La massa e i forzati del “si dice”

Ciò che è più grave però – e su cui la Consulenza Filosofica può agire come vera e propria “cura” – è «il giogo della minorità», per dirla con Kant, nel quale si trovano i forzati dei rumours. Per incapacità o per mancanza di volontà nel servirsi della propria intelligenza.

In linea di massima, il generale bisogno d’appartenenza a un gruppo, proprio della specie umana, favorisce il paradosso per cui, talora, i punti di forza del meccanismo d’integrazione siano, in realtà, condotte passive. L’azione di ritrasmettere e condividere un’informazione che il clan considera buona e utile conferisce al singolo lustro e autorità. Ma  è anche scaturigine di inerzia e di assenza di libertà nell’indagine; ciò che garantisce il successo dei totalitarismi

Nell’epoca dei social media questa semplice evidenza del nostro sistema di comportamento rischia di avere conseguenze allarmanti perché allarga il concetto di massa anodina ed estende il meccanismo oltremisura.

«Ciò che conta è che si discorra»

La forma e l’essenza del tempo presente subiscono i tratti dell’accelerazione e ne pagano le conseguenze in ogni modo. L’essere-nel-mondo di heideggeriana memoria è ormai tanto improntato all’orizzontalità che la verticalità dell’Esserci ha sempre meno occasione d’emanciparsi dal quel Si impersonale e anonimo che il filosofo tedesco considerava espressione compiuta dell’inautenticità.Rumours

Un esame dei rumours contemporanei che si voglia finalizzato alla loro dissoluzione non deve ostacolarli come nemici da ricacciare indietro bensì assumerli come alleati nel processo di disgregazione. In questo senso risulta quanto mai attuale il paragrafo di Essere e Tempo dedicato al tema della “chiacchiera”. Condizione in cui «ci si preoccupa di ascoltare ciò che il discorso dice come tale» invece che indagare il suo oggetto perché… «ciò che conta è che si discorra».

Ciò-che-è-stato-detto si diffonde in cerchie sempre più larghe e ne trae autorità. […] La totale infondatezza della chiacchiera non è un impedimento per la sua diffusione pubblica ma un fattore determinante.

Rumours e sradicamento dell’individuo

Nel dipinto di Botticelli che ho scelto per la copertina la Calunnia, accompagnata da Insidia e Frode, è tenuta per il braccio dal Livore e sosta davanti a un “cattivo giudice” (re Mida), consigliato da Ignoranza e Sospetto. La Nuda Veritas a sinistra del quadro punta al Cielo con il braccio alzato.

Nella posizione di Heidegger, sostanziale è il fatto che la chiacchiera non venga considerata «il risultato di un inganno voluto». Per capovolgere la qualità d’apertura propria del discorso in deplorevole chiusura «basta dire e ridire». Con ciò impedendo «ogni riesame e ogni nuova discussione, svalutandoli o ritardandoli in modo caratteristico».

Che si legga tenendo conto del dato emozionale del pregiudizio o, kantianamente, come l’incapacità dell’individuo di «pensare da sé» rinunciando ai due criteri salutari di “indagine” e “riflessione”, l’inizio e l’esito dell’adesione alla diceria sono costituiti da uno sradicamento dell’individuo rispetto a sé e rispetto al mondo.

Riappropriarci dell’inquietudine dell’infondatezza

Tanto più insidioso in quanto l’individuo si mantiene comunque in relazione col mondo, con gli altri e con sé.

Così suggerisce ancora Heidegger, al quale affido la stoccata finale per un appello all’intelligenza – nel senso etimologico del termine – dei fatti. Condizione non certo esclusiva ma comunque preziosa e vitale d’umanità, alla quale tutti dovremmo sentirci chiamati:

L’ovvietà e la sicurezza di sé proprie dello stato interpretativo medio fanno sì che, sotto il loro tacito predominio, resti nascosta all’Esserci l’inquietudine dell’infondatezza in cui egli è votato a una crescente inconsistenza.


Autore dell'articolo: Dott.ssa Francesca Guercio

Dott.ssa Francesca Guercio
Francesca Guercio è Consulente Filosofica, Counselor Esistenziale e Formatrice in Pratiche Teatrali. Docente di materie letterarie, è stata contrattista presto le università “Tor Vergata” e “Lumsa” e come attrice e regista collabora stabilmente con l’associazione “Figli di Hamm”. Accompagna gli ospiti desiderosi di compiere un percorso di conoscenza, ricerca di senso e trasformazione personale orientata all’arte di ben vivere in incontri individuali, di coppia e di gruppo. I primi prevedono uno scambio basato sul colloquio, i secondi possono comprendere sia la mera riflessione verbale (è il caso, per esempio, dei caffè filosofici, delle sessioni di meditazione sui testi ed esperienze di lettura contemplativa, degli incontri con la formula del “dialogo socratico”) sia semplici esercizi di consapevolezza corporea, improvvisazione e creatività dedotti dalle metodologie teatrali. RICEVE a ROMA in via dei Quinzi, 37 (Metro A - Numidio Quadrato) presso l’Accademia Nazionale di Scienze Olistiche e ad ALBANO LAZIALE in prossimità della stazione ferroviaria Villetta sulla linea Roma Termini-Albano Laziale. CONTATTI: francesca@figlidihamm.org; 331-9429223; Linkedin: https://www.linkedin.com/in/francesca-guercio-49b017148/

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