stile cognitivo

Stile cognitivo ed esplicativo:ciò che ci caratterizza

 Stile cognitivo ed esplicativo: ciò che ci caratterizza. Scoprire ed essere consapevoli delle nostre funzionalità mentali e comportamentali.

“Cause ed effetti sono tanto assoluti e rigorosi nel regno nascosto del pensiero, quanto lo sono nel mondo delle cose materiali e visibili. La mente è un’abile tessitrice, sia dell’abito interiore del carattere, sia dell’abito esteriore delle circostanze”  J. Allen

Per stile cognitivo  si intende una modalità, o un insieme di modalità, con i quali noi utilizziamo i nostri processi cognitivi. Elaboriamo le informazioni, determinando una diversa efficienza nei vari contesti nei quali ci troviamo. Lo stile cognitivo o stili cognitivi sono caratteristiche cognitive globali che influenzano i nostri comportamenti verso gli altri e verso le situazioni che ci capita di affrontare. Influenzano la nostra percezione degli stimoli esterni, influenzano l’apprendimento e i nostri processi comunicativi. Gli stili cognitivi sono connessi alla nostra scelta delle strategie cognitive utilizzate per adempiere allo svolgimento di un compito specifico. Gli stili cognitivi non devono essere confusi con le abilità che ciascuno di noi possiede. Definiscono le preferenze che attuiamo delle nostre abilità.

 

All’interno dell’approccio degli stili cognitivi, i ricercatori analizzarono le differenze nei modi in cui gli individui pensano. E i gradi di successo come un riflesso della scelta di funzionamento della mente. Le differenti modalità di pensiero non sono il segno di differenti livelli di intelligenza, ma di differenti stili mentali. Si cercò di arrivare ad una misurazione delle dimensioni comportamentali. Le diverse dimensioni comportamentali mostrano concretamente ed esplicitamente le nostre differenze indivuali. Negli anni ’50 si fecero sempre più insistenti le ricerche sugli stili cognitivi con aiuti da ambiti diversi della psicologia.

 

STILE COGNITIVO, VISIONE STORICA

Per esempio Kogan definisce lo “stile cognitivo” come “variazione individuale nel modo di percepire , ricordare e pensare come anche nell’apprendere , immagazzinare, trasformare e utilizzare le informazioni. Tali caratteristiche cognitive possono essere globali o diffuse. Manifestandosi tramite il nostro funzionamento cognitivo, nei nostri atteggiamenti, nel nostro modo di rapportarci agli altri o di reagire a situazioni complicate”. Il concetto di stile cognitivo non si limita esclusivamente all’area cognitiva ma anche alle caratteristiche individuali di tipo socio-affettivo, emotivo e relazionale.

Secondo Sternberg si ha uno stile cognitivo “tutte le volte in cui si evidenzia una tendenza costante e stabile nel tempo a usare una determinata classe di strategie”. Ciò che ci caratterizza e caratterizza le nostre azioni dipende dalle abilità cognitive che ognuno di noi possiede ma anche dal modo di utilizzarle. Dalle nostre modalità di percepire ed elaborare le informazioni che percepiamo dall’ambiente esterno. Possiamo avere simili abilità e contemporaneamente avere differenti stili cognitivi. Questo condiziona specificatamente il nostro comportamento e la nostra prestazione in compiti cognitivi. Ancora secondo Sternberg le “persone intelligenti sarebbero quelle che ottimizzano i propri punti di forza e che rimediano e compensano i propri punti di debolezza”.

 

 

STILE ESPLICATIVO

Nei suoi anni di ricerca Seligman ha cercato di raggiungere un obiettivo, cercare di spiegare l’impotenza. Nel suo percorso di studi ed esperimenti in laboratorio arrivò alla teoria scientifica che l’impotenza di un individuo e di un animale può essere appresa, ovvero “si impara” che ogni proprio atto o propria azione compiuta inerente agli eventi della propria può essere vana e senza alcun controllo su di essa. Prima di avallare scientificamente tale teoria lo psicologo Teasdale fece un appunto ai risultati del professor Seligman. Un terzo degli esseri umani non diventa mai impotente. Perchè? Per Teasdale il punto principale era il modo in cui le persone si spiegano gli eventi negativi che accadono nella loro vita. Egli riteneva che determinate spiegazioni o giustificazioni rendessero gli individui vittime dell’impotenza. Riuscire ad insegnare a modificare gradualmente tali giustificazioni sarebbe stato necessario trovare un metodo efficace che permettesse di curare la depressione.

 

CHI SONO LE PERSONE CHE NON SI ARRENDONO MAI?

Come percepisci le cause dei problemi e degli eventi negativi che affronti nella vita quotidiana­? Alcune persone tendono ad addossarsi la colpa del fallimento. A pensare che quell’avversità del momento sarà per sempre, a pensare tutto nella vita andrà male. Altre persone invece tendono a dare maggiore causa alla circostanza negativa a  quel momento preciso. Pensano che quel momento sfavorevole passerà presto o che la vita è fatta anche di altre realtà importanti.

I primi sono quelli che si arrendono facilmente mentre i secondi sono quelle persone che resistono alle circostanze avverse. Il nostro modo abituale di spiegare gli eventi negativi ovvero il nostro stile esplicativo non è semplicemente le frasi che diciamo a noi stessi in quei momenti. Lo stile esplicativo è un’abitudine di pensiero che si apprende nell’infanzia e nell’adolescenza. Deriva direttamente dalla percezione che abbiamo del nostro posto nel mondo. Pensare di essere una persona di valore e meritevole o indegna e immeritevole. Esattamente questo è ciò che ci caratterizza come persona ottimista o persona pessimista.

 

PERMANENZA, PERVASIVITA’, PERSONALIZZAZIONE

Permanenza. Questo aspetto riguarda il tempo, la tempistica percepita. Fa riferimento alla durata delle cause dell’evento negativo. Le persone che si arrendono facilmente credono che le cause degli eventi negativi siano nella loro vita permanenti, che dureranno per sempre, e che avranno un’incidenza permanente nella loro esistenza. Mentre le persone che resistono all’impotenza credono invece che tali cause siano temporanee e circoscritte al momento attuale.

Pervasività. Questo tratto riguarda lo spazio. Ci sono persone che riescono a mettere da parte un problema inerente ad una sfera specifica della loro vita. Esempio nel campo lavorativo o in quello sentimentale,  e ad andare avanti ad affrontare la vita quotidiana. Altre invece anche se soffrono in un settore della vita permettono alla sofferenza di espandersi in tutte le altre realtà esistenziali.

Personalizzazione: interna ed esterna. Questo aspetto fa riferiemento alla tendenza nel dare la gravità delle responsabilità degli aspetti negativi accusando se stessi (internalizzare) o le altre persone o il caso (esternalizzare). La maggior internalizzazione si ha quando le persone si autoaccusano. Quando falliscono e hanno una bassa autostima. Si percepiscono di poco valore e prive di talento. Si amano poco. Mentre le persone che attribuiscono gli eventi negativi a fattori esterni non perdono l’autostima. Si amano di più rispetto le persone che si autoaccusano di tutto.

 

Scoprire, conoscere, cominciare ad essere consapevoli delle nostre funzionalità mentali e comportamentali potrà permetterci di modificarci. Evolverci, maturarci, tonificarci emotivamente e mentalmente. Per raggiugere un livello sempre maggiore e più intenso di soddisfazione e amore più profondo verso noi stessi e gli altri e tutto il magnifico mondo che abbiamo intorno e di cui siamo responsabili.

 

 

 

 


Autore dell'articolo: Dottoressa Tender Sposati

La Dott.ssa Tender Sposati è una psicologa clinica specializzata nell'organizzazione, pianificazione e svolgimento di esercizi pratici e cognitivi per il recupero di empowerment individuale e di comunità. Nella sensibilizzazione, elaborazione e consapevolezza del proprio stato d'animo e nella gestione delle emozioni. Sostegno alla famiglia attraverso lavoro educativo e di supporto a minori e a familiari, sensibilizzazione alle tematiche inerenti la malattia e il disagio. Prevenzione del rischio depressione, gestione dello stress e degli attacchi di panico, promozione della salute e del benessere psicoemotivo, aumento empowerment individuale e relazionale. Approfondimento di tematiche quali la neurobiologia delle emozioni e l'intelligenza emotiva e sviluppo di nuove capacità comunicative interpersonali e delle proprie life skills. Lavora con tecniche di rilassamento corporeo, training autogeno e tecniche di visualizzazione, esercizi pratici in seminari e workshop interattivi ed esperienziali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *