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Trattamenti Reiki: l’importanza della relazione tra operatore e ricevente

La capacità di prendersi cura dell’altro è la cornice essenziale per essere un operatore Reiki professionale, empatico ed efficace.

Prendersi cura degli altri e porsi nella relazione di aiuto in un modo corretto ed efficace è essenziale per un operatore Reiki. La gestione della relazione rappresenta una “cornice” molto importante e complessa e l’Amore, da solo, può non bastare in una relazione d’aiuto.

Una ricerca ha esplorato la relazione medico/paziente evidenziando come essa influenza il decorso della malattia arrivando a modificare il funzionamento delle reti neuronali. Questo studio offre evidenze neuroscientifiche e interessanti spunti anche in riferimento al “prendersi cura” dell’altro nei trattamenti Reiki (ricerca F.I.O.R.E).
Questo discorso non vale solo per i medici: vale per tutte le relazioni di cura, anche quelle che si costituiscono intorno ai trattamenti Reiki. Sviluppare competenze rispetto alla “cura della relazione” permette dunque al Reiki di essere più efficace. O meglio: il Reiki fa quello che deve fare, ma la cosa che colpisce di questa ricerca è che anche la qualità della relazione ha un ruolo attivo nel processo di cura. Se gestita bene lo potenzia, se gestita male lo contrasta (riducendo o addirittura annullando il benessere generato dal Reiki).

L’importanza della “cornice”

Nell’ambito delle tecniche energetiche e olistiche spesso si dimentica che la tecnica non è sufficiente. Occorre sviluppare competenze rispetto alla relazione di cura per poter offrire un reale supporto e aiuto attraverso trattamenti (o altro) in modo consapevole, responsabile e professionale. Il quadro non basta a se stesso senza la sua cornice.
Allora può essere importante per l’operatore Reiki (e del benessere) costruire una buona cornice. Fare, quindi, attenzione nello scegliere le parole e i gesti più adatti così come il tempo e il luogo più opportuni. Perchè il Reiki è sì molto efficace, ma come ogni quadro, anche delicato: la cornice della relazione lo può proteggere e lo può far fiorire in tutta la sua bellezza. Proprio come un quadro e la sua cornice.
Alla cornice possiamo riconoscere una funzione protettiva perché, oltre a tutelare fisicamente la tela e a preservarla da eventuali forme di degrado, essa protegge i suoi contenuti, trasformando l’immagine in un vero e proprio quadro.
Considerare l’opera in ragione del suo semplice valore di segno identifica la cornice come strumento accessorio. Vedere invece nell’immagine una porta di accesso a significati superiori, fa diventare la cornice la maniglia di questa porta e quindi, ciò che ne sottolinea il valore di canale di comunicazione.
La cornice svolge, quindi, un ruolo fondamentale, ma quasi mai le si riconosce il suo valore (chi di noi ha in mente che forma abbia la cornice intorno alla “Gioconda”? o alla “Ragazza con l’orecchino di perla”? o alla “Colazione sull’erba”?).

L’Amore, da solo, può non bastare

“Le parole, assieme a quello che mettiamo loro intorno (intonazione, mimica facciale e corporea ecc.), sono davvero importanti. Forse è un pensiero banale, ma certe situazioni sembrano fatte apposta per farti dimenticare anche le cose più banali. Tipo quando stai aiutando una persona in difficoltà, sei tutto preso da quello che fai, lo stai facendo con tutto l’impegno e l’amore del mondo e… in quei casi le parole non contano, giusto? 
Se poi consideriamo che l’energia Reiki va dove deve andare, per il massimo bene, beh… allora stiamo in una botte di ferro. Amore + Reiki = successo sicuro!
In realtà le cose non stanno proprio così.
Spesso, presi dal desiderio di aiutare, facciamo pasticci. Non pensiamo bene a cosa dire, come dirlo, quando dirlo. Ma le persone che chiedono aiuto sono in un momento di difficoltà, di fragilità. I nostri pasticci con loro pesano doppio.
Quando pensiamo che se facciamo le cose con amore tutto andrà bene, dimentichiamo una cosa banale. Che le parole contano, e che l’amore non vince tutto. È anche il titolo di un quadro del Caravaggio: amor vincit omnia. Ma lui parlava degli eroi greci, mentre noi siamo mortali.
Noi mortali, per non ferire gli altri, dobbiamo imparare a gestire il modo in cui ci prendiamo cura degli altri” (Filippo Laurenti – counsellor esperto della relazione di cura)

Guarda questo VIDEO introduttivo per capire l’importanza di migliorare le proprie competenze relazionali.

La relazione di cura: una componente essenziale nella costruzione della professionalità dell’operatore Reiki

Sull’importanza delle dinamiche relazionali tra operatore Reiki ed il ricevente dei suoi trattamenti (al di là che questo comporti uno scambio economico) la Scuola ilReiki insiste molto.
Per questo propone da anni il Corso “Curare la relazione” della durata di un weekend ma anche, per chi vuole proseguire, un percorso più articolato arricchito da supervisioni individuali e di gruppo costanti nel tempo: il Percorso per Operatori ilReiki.
La tecnica Reiki di per sè è semplice, facile da apprendere e da praticare.
La relazione di cura invece non si improvvisa e, soprattutto (ma non solo) se si intende offrire trattamenti in modo professionale, occorre impegnarsi per migliorarla.

Daniela Fregosi – Insegnante della Scuola ilReiki
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Autore dell'articolo: Daniela Fregosi Scuola ilReiki

Daniela Fregosi Scuola ilReiki
La Scuola di Reiki nasce per formare al Reiki, per formarsi al servizio degli altri, per avvicinarsi con mente/cuore aperti e con curiosità al mondo dell'energia, utilizzando un approggio pragmantico. La Scuola prende vita dalla passione di un gruppo di persone che si sono riconosciute negli intenti e hanno deciso di unire le loro forze, per poter fare di più e meglio. www.ilreiki.it

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