salute

Per un’idea filosofica di “salute”. Domandare è meglio che prevenire

«Sto male e non so perché». Come la pratica filosofica può contribuire al raggiungimento del benessere esistenziale grazie alla conoscenza di sé

di Francesca Guercio e Federico Levy

«Sto male e non so perché». Quante volte ci è capitato di sentire pronunciare una frase simile o di pronunciarla a nostra volta? Il malessere esistenziale è il lusso più crudele al quale condanna un benessere formale che, parafrasando Francesco Petrarca, non ci fa trovare pace né ci dà da far guerra. Due sono le condotte in cui più facilmente sconfiniamo per replicare all’appello di questo disagio che diventa talora vero e proprio dolore. Attribuirgli un’etichetta sufficientemente adeguata alla nostra condizione affinché assuma una consistenza contro la quale guerreggiare oppure soggiacere al riconoscimento dei doni della vita, pur nella loro transitorietà, cercando in essi la pace. Oscilleremo allora tra l’accanimento contro un nemico cui daremo il nome di collega di lavoro, partner, suocera, capo, figlio, fratello eccetera e l’ossequio alla fortuna. Che ci ha risparmiato (per il momento!) una malattia incurabile, un bombardamento a tappeto, la fame, l’invasione delle cavallette e la morte dei primogeniti maschi.

L’accento posto sulla domanda

Ma quel nemico sarà appena più reale dei mulini a vento per Don Chisciotte e quell’ossequio porta in sé i germi di sensi di colpa irrelati e perciò senza virtù. Destinati ad affossare l’anima piuttosto che a elevarla. Il malessere si moltiplica per i tanti rivoli nei quali la vita, imperterrita, si prende cura di sfuggire a qualunque forma di previsione e prevenzione. Trasformare questa ineluttabilità in una fonte di meraviglia e quella meraviglia in occasioni di ricerca è un’avventura rigenerante e salutifera. Che può bene iniziare nel setting filosofico. Uno spazio di ricerca totalmente libero, in cui il Consulente accompagna il cliente mettendo a disposizione sia la propria esperienza nell’indagine sia gli strumenti intellettuali acquisiti.

A tutela del cliente, lo staff di “Eudaimonia studio” opera secondo la prassi di quello che abbiamo definito l’accento posto sulla domanda.

La filosofia come antidoto alle strategie

In quanto “filosofico”, l’apporto fornito dai nostri professionisti esclude per natura che vi sia una risposta univoca per ciascun problema. salute filosoficaE tanto più che qualunque risposta possa essere trasmessa in forma di soluzione definitiva.

Questo tipo di approccio garantisce un percorso all’insegna dell’autenticità personale e tutela i fruitori dal rischio di ritrovarsi a fare propri modelli alieni. Che, nella migliore delle ipotesi, risulterebbero illusori e fuorvianti. Ma che potrebbero rivelarsi addirittura pericolosi qualora la fretta di reperire una soluzione a un problema conducesse il cliente ad acquisire dimestichezza con espedienti giustapposti e sbrigativi! Magari efficaci nell’emergenza del momento come un analgesico in caso di mal di denti ma destinati a fallire qualora si trascuri di indagare la causa del dolore. Troppo spesso, ormai, negli ambiti riservati ad accompagnare i processi umani si sente parlare di “strategie”; destinate a migliorare le modalità di adattamento con le quali gli individui “fronteggiano” l’esistenza.

Siamo uomini o caporali?

Come se l’esistenza somigliasse a un’eterna battaglia e lo sviluppo umano potesse ridursi a una serie di tecniche per le quali sia adeguato mutuare il linguaggio dal gergo militare! Individuare obiettivi, elaborare linee d’azione e… puntare dritti a una qualche vittoria.

Peccato che quando si tratti di problematiche che interessano la sfera personale, relazionale ed esistenziale certi successi non potranno che risolversi in vittorie di Pirro. In cui i costi sono superiori ai benefici. Certo, in taluni casi di particolare emergenza, può rivelarsi di qualche utilità un lavoro con sé e su di sé che rimoduli nell’immediato la nostra relazione con il mondo. Accade allora che persino l’imbarazzante ricorso a termini guerreschi trovi una propria ragion d’essere. E l’individuo si ritrovi, eventualmente, a beneficiare di direttive che sostituiscano strategie antiche e irriflesse con altre che sembrino ben calibrate al momento e producano un qualche sollievo dalla sofferenza.

Analizzare la domanda che è la base del problema

Tuttavia, un percorso che escluda una successiva indagine “filosofica” sui modi e sui contenuti degli artifici messi in atto è ben lungi dal potere considerarsi apportatore di salute. Affinché, poi, il giovamento possa stabilizzarsi incrementando il benessere nel tempo l’indagine dovrà consentire al cliente di misurare la propria relazione con quei modi e contenuti tanto quanto con gli artifici.

L’approccio filosofico all’individuazione di “soluzioni adatte al problema” si fonda su un’adeguata analisi della domanda che inevitabilmente è alla base del problema. Ciò per favorire l’emersione maieutica (e già per questo centrata sul cliente) dei significati connessi. Così da intraprendere un processo d’indagine quanto mai approfondito, consapevole, originale e, soprattutto, chiaro e non minato da qual si voglia vizio di fondo o intento strategico predefinito a priori.

Perciò, la Consulenza Filosofica si colloca in una prospettiva dinamica, inquadrandosi nel panorama delle “consulenze di processo” per mezzo di strumenti filosofici confacenti all’altezza del compito.

La concretezza della filosofia

Strumenti diversi e diversificati; non soltanto – com’è ovvio – secondo le esigenze dell’utente bensì anche in conseguenza della formazione salutee dei criteri culturali e operativi del consulente stesso. Per facilitare la ricerca in questa direzione sul sito di Eudaimonia studio sono indicate alcune delle metodologie utilizzate.

A dispetto del luogo comune che vuole la filosofia disciplina astratta e inconcludente, insomma, l’enfasi posta sulla domanda è proprio ciò che maggiormente mette in luce la sua concretezza. Poiché, in virtù della sua poliedricità, aderisce al modo d’essere dell’esistenza stessa.

Quanto alla qualità di una interrogazione filosofica precipuamente efficace in sede di Consulenza, essa somiglia un po’ alla “domanda a ritroso” del filosofo Edmund Husserl. La sua Rückfrage, che tanti dubbi di traduzione ha sollevato, fa appello a un’indagine tutt’altro che lineare bensì continuamente capace di andare avanti e indietro. Invitando chi domanda a domandare un’altra volta.

Quella salute che consegue alla conoscenza

Simile alla procedura dello scavo archeologico, l’interrogazione regressiva si prende cura di conservare ciò che trova durante le operazioni di dissotterramento. E nello stesso tempo è in grado di renderli voce per il presente, riattivando i sedimenti dimenticati. Così, l’esercizio di una téchne – un’arte che è, precipuamente, “perizia”, abilità di un “fare” – nella realizzazione di un obiettivo di salute ne raggiunge uno più alto: di salute conseguente alla conoscenza. L’archeologia, in modo forse paradossale, si fa occasione per portare alla luce quello che i greci avrebbero chiamato il telos: il fine ultimo di un’esistenza.

Che, in considerazione di quella misura ultima e ineluttabile che spetta a tutte le determinazioni della natura e a cui diamo il nome di morte, non può essere la prevenzione. Pena la frustrazione reiterata di qualunque sforzo inane per sua stessa essenza.


Autore dell'articolo: Dott.ssa Francesca Guercio

Dott.ssa Francesca Guercio
Francesca Guercio è Consulente Filosofica, Counselor Esistenziale e Formatrice in Pratiche Teatrali. Docente di materie letterarie, è stata contrattista presto le università “Tor Vergata” e “Lumsa” e come attrice e regista collabora stabilmente con l’associazione “Figli di Hamm”. Accompagna gli ospiti desiderosi di compiere un percorso di conoscenza, ricerca di senso e trasformazione personale orientata all’arte di ben vivere in incontri individuali, di coppia e di gruppo. I primi prevedono uno scambio basato sul colloquio, i secondi possono comprendere sia la mera riflessione verbale (è il caso, per esempio, dei caffè filosofici, delle sessioni di meditazione sui testi ed esperienze di lettura contemplativa, degli incontri con la formula del “dialogo socratico”) sia semplici esercizi di consapevolezza corporea, improvvisazione e creatività dedotti dalle metodologie teatrali. RICEVE a ROMA in via dei Quinzi, 37 (Metro A - Numidio Quadrato) presso l’Accademia Nazionale di Scienze Olistiche e ad ALBANO LAZIALE in prossimità della stazione ferroviaria Villetta sulla linea Roma Termini-Albano Laziale. CONTATTI: francesca@figlidihamm.org; 331-9429223; Linkedin: https://www.linkedin.com/in/francesca-guercio-49b017148/

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