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Virtù private, pubblici vizi. L’uomo tra carattere e destino

Pratiche di virtù. Il contributo della Consulenza Filosofica tra carattere e destino e la coltura del bene come esercizio spirituale.

di Francesca Guercio

Il 23 giugno scorso si è svolto a Roma un convegno organizzato dal C.I.D.A. dal titolo: I semi del bene, i semi del male. Il carattere dell’uomo è il suo destino?

Il tema proposto da Nunzy Conti, che colgo l’occasione di ringraziare per l’invito a tenervi una relazione, ha messo a confronto con la nota massima di Eraclito astrologi, counselor, psicoterapeuti e filosofi. Per ricusare, da ogni punto di vista, qualunque sospetto di manicheismo e tracciare vie disparate e praticabili di interpretazione della complessità. Pure a partire dalla sostanziale ambivalenza che sembra caratterizzare la struttura del mondo.

Da consulente filosofica e formatrice teatrale, l’esperienza dicotomica della quale più spesso mi trovo a dialogare riguarda la difficile integrazione degli individui più profondi, acuti e sensibili nelle strutture societarie contemporanee. Fortemente connotate nella direzione della fretta, della superficialità, del consumo, dell’accomodamento.

Vite arredate all’Ikea

Sistemi di vita, regole, contenuti e logiche di ermeneutica del reale sono espressione di un melting pot globale. Stimolante e foriero di possibilità di espansione per i singoli e per le comunità. E nondimeno forzoso perché giustapposto, regolarizzato come una griglia preconfezionata e ineluttabile. Per di più nel giro di così pochi anni che non ci è stato dato il tempo di osservarlo, comprenderlo.

Le nostre vite sono state arredate in stile Ikea. Avete presenti, no? i mobili dell’Ikea. Sciorinati nei magazzini esibiscono un’abbondanza di scelta e una funzionalità tali da risultare desiderabili. Ma provate a portarveli in casa e subito riveleranno la propria goffaggine: virtùframmenti di muro scoperti, altezze che non si colmano, profondità ingombranti.

Eppure, questi sono gli spazi pubblici che ci sono dati; e questi i mobili per arredarli. E l’ultima cosa che può tornare utile al benessere dell’individuo è un atteggiamento censorio o moraleggiante.

Se l’economia genera infelicità

Mi sembra piuttosto che una soluzione possibile e fruttuosa per rimanere in negli spazi pubblici viziosi che non abbiamo scelto e in cui non abbiamo scelta sia coltivare ed esercitare virtù private. Ribaltando un luogo comune entrato nel linguaggio grazie alla nota satira di Bernard de Mandeville (1670-1773) intitolata La favola delle api: ovvero vizi privati, pubbliche virtù. Giacché completamente ribaltata è la tesi che vi si sosteneva; ovvero che i comportamenti viziosi dei singoli conservino una funzionalità economica.

L’assunto mercantilista di Mandeville – che sfocerà di lì a poco nel liberismo – mostra la corda. Quando si osservi quanto e come la prosperità pubblica generata da comportamenti affatto viziosi non produca ormai che infelicità privata.

Drammatico e chiaro resta l’appello di Miguel Benasayag e Gérard Schmit in quest’epoca di “passioni tristi”. L’uomo contemporaneo è afflitto da forme di malessere che, pur essendo individuali, non hanno origine in traumi di natura psichica.

Quanto costano le passioni tristi?

E che tuttavia si trasformano in disagi che definiremmo psichici. Psichici in quanto hanno a che fare con stati d’animo, sentimenti e passioni umane in genere. In quanto hanno a che fare con la ψυχή dei greci; cioè il soffio vitale, l’anima.

Gli studi astrologici di Nunzy Conti sugli hikikomori sono emblematici di una condizione in cui la qualità peculiare di un disagio sociale contemporaneo si trasformi in problema personale. Salvo poi tornare a essere problema sociale nel momento in cui il singolo – ovvero i tanti singoli in sofferenza – riversa nella società il proprio dolore. Non soltanto in termini di creazione di una civiltà in cui a tutti gli effetti si vive male ma, paradossalmente, in termini economici. Benasayag e Schmit non mancano di sottolineare quanto ingenti siano i costi che i governi devono sostenere per le spese sanitarie in un corpo sociale ammalato di passioni tristi.

I semi del bene come esperienza privata

Certo, la soluzione al capitalismo globalizzato non può essere una globalizzata reductio ad paupertatis. Ma è possibile cercare gli strumenti interiori per abitare con coscienza questo tempo/spazio che ci è dato di vivere. Coltivare i semi del bene come esperienza privata.

In Postilla conclusiva non scientifica alle “Briciole di Filosofia” Kierkegaard annota:

La propria realtà etica deve aver più significato etico per l’individuo che non il cielo e la terra e tutto ciò che vi si contiene, più che non i 6.000 anni della storia universale e l’astrologia, la scienza veterinaria, compreso anche tutto ciò che l’epoca esige […]. Se così non fosse, sarebbe peggio per l’individuo, perché egli allora non ha niente assolutamente, non ha nessuna realtà; giacché, rispetto a tutto il resto, egli non ha precisamente come massimo obiettivo che un rapporto di possibilità. […] Il passaggio dalla possibilità alla realtà è, come Aristotele giustamente insegna, un movimento.

 Virtù e beni esteriori

Nel movimento dell’uomo tra la possibilità e la realtà della propria etica, il concetto di virtù aristotelica può rivelarsi consonante all’epoca contemporanea. virtùCerto, per il filosofo di Stagira compiere azioni belle e virtuose è cosa che merita di essere scelta per se stessa. Eppurela virtù ha bisogno anche di beni esteriori, «per non essere ostacolato dalla loro mancanza» sentenzia nell’Etica nicomachea. E più avanti:

Coloro […] che affermano che anche l’uomo messo al supplizio della ruota o precipitato in grandi disgrazie è felice, purché sia buono, dicono, volontariamente o no, una cosa priva di senso. […] neppure la vita dell’uomo virtuoso sarà più piacevole se non lo sono anche le sue attività.

Nell’apparente paradosso in cui l’esercizio di virtù private accompagna e sostiene quello degli irrefragabili vizi pubblici questa considerazione mi sembra un buon movente.

Le virtù non sorgono senza saggezza

Per eleggere a domicilio il presente non contro o nonostante il Bene e del Male che lo caratterizzano ma, anzi, in ragione di essi.

Del resto, Aristotele afferma altrove che «non è certo la stessa cosa in ogni caso essere uomo buono e buon cittadino». Le due “carriere”, diciamo così, quella di buon cittadino e quella di uomo buono possono essere separate. Purché in entrambi i casi «il ragionamento sia vero»e «il desiderio sia retto». Nella lucidità della veduta d’insieme che contempla il vizio piuttosto che nell’esercizio anodino della virtù consiste quella capacità di scegliere, di deliberare, che costituisce la saggezza aristotelica. Una capacità – le parole sono ancora di Aristotele – di «ben deliberare […] su ciò che è buono e utile per una vita felice in senso globale».

L’insegnamento della filosofia è che le virtù non sorgono senza saggezza.


Autore dell'articolo: Dott.ssa Francesca Guercio

Dott.ssa Francesca Guercio
Francesca Guercio è Consulente Filosofica, Counselor Esistenziale e Formatrice in Pratiche Teatrali. Docente di materie letterarie, è stata contrattista presto le università “Tor Vergata” e “Lumsa” e come attrice e regista collabora stabilmente con l’associazione “Figli di Hamm”. Accompagna gli ospiti desiderosi di compiere un percorso di conoscenza, ricerca di senso e trasformazione personale orientata all’arte di ben vivere in incontri individuali, di coppia e di gruppo. I primi prevedono uno scambio basato sul colloquio, i secondi possono comprendere sia la mera riflessione verbale (è il caso, per esempio, dei caffè filosofici, delle sessioni di meditazione sui testi ed esperienze di lettura contemplativa, degli incontri con la formula del “dialogo socratico”) sia semplici esercizi di consapevolezza corporea, improvvisazione e creatività dedotti dalle metodologie teatrali. RICEVE a ROMA in via dei Quinzi, 37 (Metro A - Numidio Quadrato) presso l’Accademia Nazionale di Scienze Olistiche e ad ALBANO LAZIALE in prossimità della stazione ferroviaria Villetta sulla linea Roma Termini-Albano Laziale. CONTATTI: francesca@figlidihamm.org; 331-9429223; Linkedin: https://www.linkedin.com/in/francesca-guercio-49b017148/

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